Shanghai, una finale da film per i cugini Rinderknech e Vacherot
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Redazione Sport
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L’album di famiglia, quello che si sfoglia durante le feste o in una tranquilla serata d’estate, non conteneva nemmeno lontanamente l’immagine di una notte come quella che ha sconvolto i pronostici a Shanghai. "Nemmeno nei sogni più belli l'avremmo immaginato, quindi non posso nemmeno dire che sia un sogno, perché non credo che nemmeno una persona nella nostra famiglia l'abbia sognato", ha confessato Arthur Rinderknech, le cui parole tradiscono ancora lo stupore per un evento che trascende ogni aspettativa. Dopo l’ultimo doppio fallo di Daniil Medvedev, un punto fatale che ha suggellato il suo passaggio in finale, Valentin Vacherot appariva quasi più emozionato del cugino, mentre Arthur, stramazzato a terra con le mani sul volto, assaporava una vittoria che ribalta completamente le prospettive di una carriera, la sua, che nel 2024 aveva lasciato persino qualche dubbio sul futuro.
Un percorso a sorpresa fino all'atto conclusivo
Il cammino che ha condotto i due alla sfida più importante delle loro vite professionali è costellato di imprese inattese, a cominciare dall’exploit di Vacherot, capace di estromettere dal torneo Novak Djokovic. Il serbo, che sognava di centrare il grande risultato in terra cinese, ha dovuto arrendersi con un netto 6-3 6-4 di fronte al numero 204 del ranking mondiale, un esito che in pochi, all’inizio dell’incontro, potevano prevedere. Una condizione fisica non più ottimale ha contribuito alla sconfitta del fuoriclasse, il quale, di conseguenza, ha ceduto il passo al monegasco, aprendogli le porte di una finale che ha il sapore della leggenda.
Legami che vengono da lontano
Quella che si disputerà a Shanghai è una finale che, per la sua unicità, avrebbe affascinato un regista come Hitchcock, poiché intreccia una trama da film a un complotto di famiglia. I due cugini, che si conoscono fin dall’infanzia nonostante Arthur sia francese e Valentin monegasco, hanno condiviso molto più del semplice cognome: vacanze insieme, passioni per la pesca e per lo sci, e un’esperienza comune negli Stati Uniti alla Texas University, dove Rinderknech, il più anziano, ha fatto da mentore e garante per Vacherot. Una complicità nata lontano dai riflettori, che ora si riverbera sul palco più prestigioso del tennis asiatico.
Un affare di famiglia senza precedenti
Mentre le mamme sorelle, il fratello allenatore e la chat di famiglia “che bolle” seguono ogni colpo da casa, i due atleti si apprestano a vivere un momento storico per lo sport. "Sicuramente ci saranno due vincitori. Non importa chi farà più punti, è già una storia incredibile per tutti e due", ha sottolineato Rinderknech, riformulando con efficacia il valore di un traguardo che va ben oltre il titolo o il montepremi. Dalle loro vacanze comuni a una finale Masters 1000, il percorso di Rinderknech e Vacherot rappresenta un caso unico, un affare di famiglia che non ha eguali negli annali del tennis moderno, dove al massimo si sono visti fratelli, sorelle o cognati contendersi un trofeo, ma mai due cugini.




