Donte DiVincenzo rinuncia all'Europeo per l'infortunio all'alluce, Italbasket chiama Thompson
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Redazione Sport
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La speranza di vedere Donte DiVincenzo con la maglia dell’Italia si è infranta contro la realtà di un infortunio che lo ha costretto a rinunciare all’Europeo 2025. Il giocatore dei Minnesota Timberwolves, che aveva ottenuto la cittadinanza italiana “per meriti speciali” in tempi record, non potrà essere al fianco di Gianmarco Pozzecco nel torneo in programma tra Lettonia, Cipro, Finlandia e Polonia. A confermarlo è stato lo stesso coordinatore delle nazionali, Gigi Datome, spiegando che il problema all’alluce, già emerso durante la stagione Nba, non gli avrebbe permesso di essere competitivo.
Tra gennaio e febbraio, DiVincenzo aveva saltato oltre un mese di gioco dopo che gli esami avevano diagnosticato «una lesione stabile al dito del piede con una lacerazione parziale del legamento plantare», come annunciato dai Timberwolves. Sebbene non fosse necessario l’intervento chirurgico, il recupero si è rivelato più complesso del previsto, costringendolo a un passo indietro che ha lasciato amarezza nello staff azzurro. «È dispiaciuto per questa rinuncia», ha sottolineato Datome, senza nascondere la delusione per l’assenza di un elemento che avrebbe potuto fare la differenza.
Al suo posto, Pozzecco ha convocato Darius Thompson, scelta che complica ulteriormente il puzzle degli esterni. La presenza di un playmaker in più mette sotto pressione giocatori come Matteo Spagnolo e Marco Spissu, ora in bilico per un posto nei 12 finali. Spagnolo, in particolare, arriva da una stagione positiva all’Alba Berlino, culminata con un contratto triennale con il Baskonia, ma dovrà convincere il ct della sua utilità in un reparto già affollato.
Quella di DiVincenzo non è la prima defezione dolorosa per l’Italbasket, dopo la scelta di Paolo Banchero di rappresentare gli Stati Uniti nonostante il passaporto italiano. Una situazione che riapre il dibattito sulla strategia delle naturalizzazioni “lampo”, spesso vissute con scetticismo da chi vede in queste operazioni più un calcolo opportunistico che un reale legame con il movimento azzurro.




