Btp e Bot, il Tesoro porta sul mercato 10 miliardi tra maggio e giugno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con un calendario serrato che punta a sfruttare la finestra di liquidità primaverile, ha messo a punto due aste consecutive destinate a testare l’appetito degli investitori per il debito sovrano italiano. Martedì 26 maggio 2026, innanzitutto, andranno in collocamento tre titoli: due dei quali appartengono alla famiglia dei Btp short term – eredi moderni degli ormai soppiantati Ctz, che però non staccavano cedole – mentre il terzo è un Btp indicizzato all’inflazione europea. Quest’ultimo, nella sua quindicesima tranche (codice ISIN IT0005657348), fu emesso per la prima volta il 27 giugno 2025 e scadrà il 15 agosto 2031. Porta con sé una cedola annuale lorda dell’1,1% – non certo esaltante in tempi di inflazione residua, ma pur sempre una protezione parziale contro il rialzo dei prezzi – e la prossima cedola in programma sarà pagata il 15 agosto 2026. L’importo in asta per questo strumento varia da un miliardo a un miliardo e mezzo di euro; a ciò si aggiunge una tranche supplementare di 225 milioni. Il regolamento delle sottoscrizioni, come per l’intera tornata del 26 maggio, è fissato per il 28 maggio.

Il secondo Btp€i e il peso dell’orizzonte lungo

Il secondo Btp indicizzato all’inflazione europea, che fa parte della stessa seduta del 26 maggio, presenta caratteristiche radicalmente diverse: si tratta della seconda tranche (ISIN IT0005706293), emessa il 15 febbraio 2026 con scadenza lontanissima – 15 febbraio 2046. Una durata ventennale che ne fa un prodotto per investitori con una spiccata propensione a incassare flussi cedolari per generazioni. La cedola annua lorda, in questo caso, sale al 2,25%, e la prima cedola verrà corrisposta già il 15 agosto 2026. Il Tesoro collocherà questa tranche per un ammontare compreso tra 750 milioni e un miliardo di euro, con un extra supplementare di 150 milioni. Sommando i due Btp€i – quello a scadenza 2031 e quello ultra-decennale – l’offerta complessiva di titoli indicizzati all’inflazione tocca quota 2,5 miliardi di euro nel massimo previsto. Entrambi i titoli, va ricordato, seguono il meccanismo dell’asta marginale, dove il prezzo di aggiudicazione viene determinato in modo discrezionale dall’emittente entro l’intervallo di emissione comunicato.

Il Bot semestrale del 27 maggio e i 7,5 miliardi in gioco

Il giorno successivo, mercoledì 27 maggio, il MEF cambierà completamente registro: niente cedole, niente indicizzazione, ma una classica asta di Bot a sei mesi. Si tratta della prima tranche (ISIN IT0005711749) di un titolo che verrà emesso il 29 maggio 2026 e che scadrà il 30 novembre successivo, dopo esattamente 185 giorni di vita. L’importo offerto è imponente: 7,5 miliardi di euro, un volume che riflette la necessità di rifinanziare a breve termine parte del debito in scadenza. I Bot, però, non vengono collocati con l’asta marginale utilizzata per i Btp, bensì con il sistema dell’asta competitiva. Una differenza non da poco, perché in questo caso gli operatori presentano richieste direttamente in termini di rendimento netto: chi offre il tasso più basso si aggiudica le quote, e il prezzo finale scaturisce da un meccanismo a rubinetto. La data di regolamento, anche in questo caso, è il 29 maggio.

Il Btp short term a chiusura della seduta del 26 maggio

Tornando al 26 maggio, il terzo titolo in asta è un Btp short term nella sua nona tranche (ISIN IT0005692410), emesso il 29 gennaio 2026 con scadenza 28 febbraio 2028. Durata poco superiore ai due anni, rientra perfettamente nel perimetro dei titoli a breve che il Tesoro ha cominciato a offrire dal 2021 in sostituzione dei Ctz: a differenza di questi ultimi – che erano zero coupon – il Btp short term paga una cedola annuale lorda del 2,2%. La prossima cedola, dopo quella già staccata a febbraio, sarà pagata il 28 agosto 2026. L’emissione prevista per questo strumento varia tra 2,25 e 2,5 miliardi di euro, più una tranche supplementare di 500 milioni. Anche per questo Btp vale il regime dell’asta marginale con prezzo discrezionale. In totale, sommando l’intera tornata del 26 maggio (Btp short term più due Btp€i) e il Bot del 27 maggio, il Tesoro porta sul mercato secondario un’offerta potenziale che sfiora i 10 miliardi di euro, segnando una delle settimanda più intense dell’anno per il collocamento di debito pubblico italiano.

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