Terzo mandato in Campania, la questione De Luca
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Redazione Interno
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Il Consiglio regionale della Campania ha recentemente recepito una norma nazionale che vieta la rieleggibilità del presidente di Regione dopo due mandati consecutivi. Tuttavia, la maggioranza ha votato un documento politico che precisa come tale norma non implichi automaticamente la candidatura di Vincenzo De Luca per un terzo mandato. La proposta di legge, già approvata in I Commissione, sarà votata nel Parlamentino del Centro direzionale di Napoli.
La norma nazionale, recepita con vent'anni di ritardo, stabilisce che chi ha ricoperto ininterrottamente la carica di presidente della Giunta regionale per due mandati consecutivi non è immediatamente rieleggibile. Tuttavia, essa prevede anche che il computo dei mandati decorra da quello in corso di espletamento alla data di entrata in vigore della legge. Questo dettaglio potrebbe permettere a De Luca di ricandidarsi, nonostante le dichiarazioni della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha chiuso le porte a una sua ricandidatura.
Il dibattito sulla possibilità di un terzo mandato per De Luca ha suscitato diverse reazioni all'interno del Consiglio regionale. Da un lato, alcuni consiglieri di maggioranza, firmatari del documento politico, sembrano sostenere la possibilità di una nuova candidatura del governatore. Dall'altro, le dichiarazioni di Schlein e il documento firmato dallo stesso De Luca sembrano indicare una volontà di rinnovamento all'interno del Partito Democratico.
Il costituzionalista Salvatore Curreri, ordinario di diritto costituzionale all'Università Kore di Enna, ha spiegato che la questione del terzo mandato di De Luca è complessa e dipende dall'interpretazione della norma nazionale recepita. Secondo Curreri, la norma prevede che il computo dei mandati inizi dal mandato in corso alla data di entrata in vigore della legge, il che potrebbe permettere a De Luca di ricandidarsi.




