Ius Scholae. La Camera respinge emendamento di Azione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Camera dei Deputati ha bocciato tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni riguardanti la modifica della legge sulla cittadinanza, incluso quello proposto da Azione che introduceva lo Ius Scholae. La proposta prevedeva l’acquisizione della cittadinanza per i minori figli di immigrati dopo aver completato un ciclo scolastico di dieci anni. Il voto, avvenuto a scrutinio palese, ha visto 169 voti contrari, 126 favorevoli e 3 astenuti.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha espresso il proprio parere sullo Ius Scholae, in linea con quello del partito ma lontano da quello degli alleati politici. Cirio ha dichiarato di essere contrario allo ius soli, ritenendo che la cittadinanza debba essere data al termine di un processo di integrazione che la scuola può rappresentare. Attualmente, un bambino nato da cittadini stranieri in Italia può diventare cittadino italiano a 18 anni se lo richiede. Forza Italia propone che, se il minore si iscrive alla scuola dell’obbligo e completa con successo gli studi, possa chiedere la cittadinanza a 16 anni.

Il Segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, ha ribadito che la riforma sulla cittadinanza non è un tema da risolvere con emendamenti o astuzie parlamentari, ma richiede un dibattito serio. Forza Italia ha votato contro gli emendamenti delle opposizioni, sottolineando la necessità di una proposta di legge ben strutturata.

La bocciatura degli emendamenti rappresenta un nulla di fatto per lo Ius Scholae e lo Ius Culturae.

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