Gérard Depardieu a processo per accuse di abusi sessuali: si proclama innocente
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Con passo deciso e lo sguardo fisso davanti a sé, Gérard Depardieu ha varcato ieri la soglia del tribunale di Parigi, dove è chiamato a rispondere di due accuse di aggressione sessuali. Le presunte vittime, una scenografa 54enne e un’assistente alla regia di 34 anni, sostengono di aver subito molestie durante le riprese del film Les Volets Verts nel 2021, diretto da Jean Becker. L’attore, che ha sempre respinto le accuse definendole «false», rischia una condanna fino a cinque anni di carcere e una pesante multa, se la giustizia francese dovesse riconoscerne la colpevolezza.
Il processo, inizialmente previsto per lo scorso ottobre, era stato rinviato a causa delle condizioni di salute dell’imputato, il quale, nonostante l’età avanzata – 76 anni – e i problemi fisici, si è presentato in aula mostrandosi disponibile a collaborare con i giudici. «Sono pronto a rispondere», ha dichiarato, mentre il suo legale, al fianco, sembrava voler trasmettere un’immagine di serenità, nonostante la gravità delle imputazioni.
Le due donne coinvolte, la cui identità è stata parzialmente tutelata – una di loro è stata indicata con lo pseudonimo di Sarah – hanno raccontato di aver subito comportamenti inappropriati da parte dell’attore, già al centro di altre polemiche per episodi analoghi in passato. Le dinamiche precise non sono state divulgate per rispetto delle vittime, ma secondo quanto emerso, i fatti sarebbero avvenuti sul set, dove il divo francese avrebbe approfittato della propria posizione dominante.
Fuori dal palazzo di giustizia, l’atmosfera era tesa. Un gruppo di manifestanti, alcuni con cartelli di sostegno alle presunte vittime, altri schierati in difesa dell’attore, ha animato la piazza, riflettendo la polarizzazione dell’opinione pubblica su un caso che riaccende il dibattito sul #MeToo in Francia. Tra i sostenitori di Depardieu spicca il nome di Fanny Ardant, che in passato lo ha difeso pubblicamente, mentre altre voci del cinema francese hanno espresso solidarietà alle denuncianti.




