Vanoli e il Torino, tra memoria e Venezia: "Onorare la storia ogni giorno"
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Redazione Sport
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Paolo Vanoli, anticipando di un giorno la consueta conferenza stampa per rispettare il 1° maggio, ha parlato della sfida contro il Venezia con un tono che mescola competitività e rispetto per il passato. L’incontro, in programma venerdì alle 20.45 al Torino, non è solo un banale anticipo della 35ª giornata di Serie A, ma un incrocio carico di significati per il tecnico granata, che la scorsa stagione guidava proprio i lagunari. "L’emozione più forte l’ho provata all’andata", ha ammesso, senza nascondere il legame con una squadra che conosce bene.
I granata, fermi al decimo posto con 43 punti dopo il ko a Napoli, cercano una reazione, ma dovranno farne a meno di Ricci, assente per una tendinopatia al ginocchio. Vanoli, però, ha spostato l’attenzione su qualcosa di più grande del mero risultato sportivo: la memoria del Grande Torino, a pochi giorni dal 76° anniversario della tragedia di Superga. "La storia del club è una motivazione quotidiana, non solo il 4 maggio", ha sottolineato, ribadendo un concetto che aveva già espresso al suo arrivo, quando visitò la basilica di Superga e parlò di identità e valori condivisi.
Quella del Toro, per lui, è una storia "irripetibile", da celebrare con orgoglio ma senza retorica. Un approccio che si riflette anche nella sua gestione della squadra, dove l’eredità del passato diventa linfa per il presente. Intanto, il Venezia – con un campionato diverso, tra salvezza già archiviata e velleità di classifica – arriva a Torino senza pressioni, ma con la consapevolezza di trovarsi di fronte un avversario guidato da chi, fino a un anno fa, ne conosceva ogni segreto.




