Ricetta bianca digitale, la nuova frontiera della sanità italiana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roma, 12 novembre – La digitalizzazione delle prescrizioni mediche, un processo già avviato da tempo, si estende ora anche alle cosiddette "ricette bianche". Questa innovazione, inserita nel disegno di legge di bilancio 2025, mira a semplificare la gestione delle prescrizioni sanitarie a livello nazionale, riducendo il rischio di errori nell'interpretazione delle ricette cartacee rilasciate dai medici.

La norma prevede che, a partire dal 2025, tutte le prescrizioni a carico del Servizio sanitario nazionale siano effettuate in formato elettronico, secondo i criteri di dematerializzazione delle ricette mediche. Questo cambiamento riguarda in particolare i farmaci di "classe C", quelli a carico del cittadino ma per i quali è obbligatoria la ricetta del medico. Tra questi farmaci si annoverano alcune pomate al cortisone, colliri per la congiuntivite e farmaci per l'insonnia.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, promotore della riforma, ha dichiarato che l'obiettivo è semplificare il lavoro dei medici e alleggerire il carico amministrativo, soprattutto per i medici di base. Tuttavia, l'Ordine nazionale dei medici ha sollevato dubbi sulla capacità dei sistemi informatici di supportare un incremento così significativo delle prescrizioni elettroniche. Schillaci ha risposto a queste preoccupazioni affermando che sarà utile verificare se i sistemi sono in grado di reggere l'incremento di questa applicazione.

La digitalizzazione delle ricette bianche rappresenta un passo importante verso una sanità più moderna ed efficiente, ma non mancano le preoccupazioni, soprattutto per gli anziani, che potrebbero incontrare difficoltà nell'adattarsi a questo nuovo sistema.

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