Italia-Canada 3-2, rimonta da urlo per le azzurre: Antropova show e qualificazione alla Final Eight
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Redazione Sport
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Sotto 0-2, contro un Canada che sembrava giocare una partita perfetta, l’Italia di Julio Velasco ha fatto quello che le grandi squadre fanno: ha abbassato la testa, ha macinato punto su punto e ha ribaltato tutto. Il 22-25 e il 27-29 dei primi due set raccontavano di un'avversaria efficace al servizio e cinica in attacco, capace di mettere in difficoltà la ricezione azzurra e di allungare nei momenti decisivi. Eppure, negli spogliatoi, tra un cambio campo e l'altro, qualcosa deve essere scattato.
Perché la Nazionale è tornata in campo con un'altra faccia, ha stretto la fase break e ha cominciato a crederci, set dopo set, fino a trasformare l'impresa in una certezza: 25-23, 25-23 e 15-5 il parziale del tie-break che ha chiuso la contesa. La nona vittoria in dieci partite di VNL 2026 è servita, e con essa è arrivata la matematica certezza della qualificazione alla Final Eight di Macao, in programma dal 22 al 26 luglio.
Il duello tra opposte: Antropova e Van Ryk
La partita, per certi versi, ha assunto i contorni di un faccia a faccia tra due interpreti di livello assoluto, legate da un filo che unisce il passato e il futuro del volley italiano. Da una parte Ekaterina Antropova, che a Scandicci ha giocato per cinque stagioni e che dalla prossima annata indosserà la maglia delle turche dell'Eczacibasi, dall'altra Kiera Van Ryk, destinata a sbarcare nel campionato italiano dopo l'esperienza in Cina.
La prima ha firmato una prestazione da 37 punti, sette dei quali nell'ultimo e decisivo parziale, un monologo fisico e tecnico che ha spezzato le gambe al muro canadese. La seconda ha risposto con 27 punti, ma non è bastato a evitare la rimonta. Il confronto tra le due opposte ha acceso la sfida, e Antropova ne è uscita con i riflettori puntati addosso, dimostrando ancora una volta di essere il terminale offensivo su cui Velasco può fare affidamento nei momenti che contano.
La svolta tattica nel terzo e quarto set
Se i primi due parziali avevano raccontato di un Canada preciso e aggressivo, soprattutto in battuta, dal terzo set in poi la musica è cambiata. L'Italia ha alzato il muro, ha trovato maggior continuità in seconda linea e ha cominciato a variare il gioco, spostando il baricentro dell'attacco anche sulle mani delle centrali, per allargare il campo e creare spazi per le bande. Il 25-23 con cui le azzurre hanno riaperto la partita è stato il frutto di una maggiore intensità difensiva e di una gestione più lucida dei punti pesanti.
Nel quarto set, andato nuovamente a referto con lo stesso punteggio, la Nazionale ha confermato la propria crescita, annullando il vantaggio iniziale delle canadesi e piazzando l'allungo decisivo sul finale. Due set vinti con il minimo scarto, che hanno rimesso tutto in discussione e caricato psicologicamente l'ambiente azzurro, mentre dall'altra parte della rete cresceva la frustrazione per le occasioni sprecate.
Un tie-break da manuale e il sorpasso in classifica
Il quinto set non ha avuto storia. L'Italia è partita con il piede sull'acceleratore, ha messo una distanza incolmabile tra sé e le avversarie sin dai primi scambi, e il 15-5 finale è il ritratto di un dominio assoluto. Un tie-break perfetto, giocato con l'energia di chi ha appena ribaltato una partita e con la lucidità di chi sa che non c'è tempo per esultare. Con questo successo, la squadra di Velasco aggancia Brasile e Stati Uniti in vetta alla classifica della Nations League, a quota 26 punti, e si prepara all'ultimo impegno della fase preliminare.
Domani, alle 14 italiane, l'avversaria sarà la Cina padrona di casa, un'occasione per provare a chiudere il girone da sola in testa e per continuare a rodare il gruppo in vista dell'appuntamento di Macao. Il pass per le Finals è già in tasca, ma l'ambizione delle azzurre non sembra volersi fermare qui.




