L'Europa si impegna per un futuro energetico verde: è in arrivo una rivoluzione
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Redazione Interno
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La recente approvazione della direttiva "case green" dal Parlamento europeo rappresenta un traguardo significativo nel lungo percorso di sostenibilità energetica intrapreso dall'Italia fin dal 1976. Questa legge, la numero 373, affrontò per la prima volta il problema dei consumi energetici in edilizia, a seguito della crisi petrolifera del 1973, ponendo le basi per una loro riduzione attraverso regole sull’involucro e sugli impianti.
Un obiettivo ambizioso
La direttiva Case Green stabilisce l'obiettivo di raggiungere emissioni zero entro il 2050 per l'intero parco immobiliare europeo. Questo obiettivo ambizioso si allontana dall'idea di imporre requisiti di ristrutturazione per i singoli edifici basati su classi energetiche armonizzate, preferendo stabilire medie di riferimento per ciascuno Stato sull’intero patrimonio edilizio.
Ristrutturazioni in vista
Per gli edifici non residenziali, la direttiva prevede che il 16% di quelli con le peggiori prestazioni energetiche sarà destinato alla ristrutturazione entro il 2030 e il 26% entro il 2033. Questo rappresenta un passo importante verso la promozione delle case green.
La battaglia della Confedilizia
La Confedilizia, l'associazione dei proprietari di case, si è opposta alla direttiva Ue "case green" fin dal 2021. Nonostante gli sforzi, i risultati ottenuti sono stati limitati, data la predominanza degli interessi esistenti a livello europeo. Tuttavia, la battaglia non è ancora finita. L'obiettivo ora è modificare gli equilibri esistenti per cambiare la direttiva "case green" e, più in generale, per trasformare l'Unione europea da un tempio del dirigismo a qualcosa di molto diverso.




