Eriksen rassicura: “Sto bene, situazione diversa dal 2021”. Il pacemaker ha funzionato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Christian Eriksen, quello che tutti temevano di rivedere, è accaduto di nuovo: il centrocampista danese si è accasciato al suolo durante l’amichevole della sua nazionale contro l’Ucraina. Un attimo di terrore, nello stadio di Odense, che ha immediatamente risvegliato il ricordo del drammatico arresto cardiaco subito dall’allora giocatore dell’Inter durante gli Europei del 2021. Fortunatamente, a differenza di quella volta – quando il suo cuore smise di battere per lunghi minuti interminabili – l’esito è stato diametralmente opposto.
L’intervento del pacemaker e la presa di coscienza
Il collasso, avvenuto intorno al sessantacinquesimo minuto, ha visto lo staff medico accorrere immediatamente e i compagni fare barriera per proteggere la scena. Eriksen, come riferito dal medico nazionale Morten Boesen, è stato “brevemente privo di sensi”.
Tuttavia, la presenza dell’ICD (il defibrillatore sottocutaneo impiantato dopo il malore del 2021) ha cambiato la narrazione dell’evento: il dispositivo ha erogato una scarica che ha ripristinato il ritmo cardiaco, funzionando esattamente come era stato progettato per proteggere l’atleta in caso di necessità. Lo stesso Eriksen, dopo essere stato trasportato in ospedale, è riuscito a lasciare il campo in ambulanza ma camminando sulle proprie gambe, un dettaglio che ha subito suggerito la diversa gravità della situazione.
Il messaggio social del calciatore
A ventiquattr’ore dalla grande paura, il diretto interessato ha rotto il silenzio con un post su Instagram, pubblicato una volta rientrato a casa dalla propria famiglia. “Voglio far sapere a tutti che sto bene – ha scritto – e che sono a casa”. L’ex centrocampista di Manchester United e Tottenham ha voluto sottolineare con forza un aspetto cruciale, forse quello più atteso dai tifosi e dagli addetti ai lavori: “Voglio rassicurare tutti: questa situazione era diversa da quella del 2021”.
Eriksen ha ammesso che ricevere la scarica dal suo pacemaker ha avuto un “impatto notevole” su di lui e i suoi cari, ma ha spiegato che la tempistica e le modalità del malore non hanno nulla a che vedere con il precedente arresto cardiaco.
Recupero fisico e prospettive di carriera
Nonostante l’ovvio spavento, il trentaquattrenne non ha parlato di ritiro o di addio al calcio giocato. Nel suo messaggio, anzi, ha ribadito che “il recupero è già iniziato” e che la sua mente è focalizzata su ristabilirsi, trascorrere del tempo in vacanza e, in ultima analisi, “giocare a calcio con i miei figli”. Questa dichiarazione, apparentemente banale se pronunciata da un atleta, assume qui i contorni di una dichiarazione di intenti nel breve periodo.
Per il momento, dunque, l’unico verdetto ufficiale è quello dello stop forzato per i consueti accertamenti medici, ma l’ottimismo trasmesso dal giocatore e le rassicurazioni del team medico lasciano intendere che la sua carriera, iniziata in sordina al Wolfsburg dopo le esperienze in Premier League, potrebbe non essersi ancora conclusa.




