Signorini rimane in carcere: il giudice respinge la richiesta di attenuazione della misura cautelare
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Redazione Interno
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Paolo Emilio Signorini, ex presidente dell'autorità portuale di Genova e precedente amministratore delegato di Iren, rimane in carcere. Il giudice per le indagini preliminari, Paola Faggioni, ha rigettato la richiesta di attenuazione della misura cautelare presentata dagli avvocati Enrico e Mario Scopesi.
Il ruolo di Signorini
Signorini è stato coinvolto in un'inchiesta per corruzione che ha portato agli arresti domiciliari il Governatore della Liguria Giovanni Toti. Il giudice ha sottolineato che Signorini non sembra rendersi conto del «disvalore» del suo comportamento nell’aver accettato da presidente dell’Autorità portuale di Genova regali e soldi da Aldo Spinelli, noto come il re della logistica portuale.
Rischio di reiterazione del reato
Il giudice ha respinto la richiesta di Signorini di uscire dal carcere e di passare agli arresti domiciliari. Le motivazioni sono legate al persistere del rischio di "inquinamento probatorio e il pericolo di reiterazione del reato". Signorini si trova in carcere dal 7 maggio.
Ulteriori sviluppi dell'inchiesta
Nell’ambito della maxi inchiesta, nei giorni scorsi Andrea La Mattina, avvocato e membro del comitato portuale, è stato ascoltato per quattro ore dai pubblici ministeri Federico Manotti e Luca Monteverde. Oggi è prevista una mozione di sfiducia contro il Governatore della Liguria Giovanni Toti.




