Cecilia Sala racconta la sua prigionia in Iran
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Redazione Interno
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Cecilia Sala, giornalista italiana, ha recentemente condiviso la sua drammatica esperienza di prigionia in Iran, dove è stata detenuta per 21 giorni. Durante un'intervista al programma televisivo "Che Tempo Che Fa", Sala ha descritto le difficoltà affrontate durante la sua detenzione nel carcere di Evin, noto per le sue condizioni dure e le pratiche di interrogatorio estreme.
Sala, che segue da tempo le vicende iraniane e ha studiato casi simili, ha spiegato come la sua liberazione sia stata sorprendentemente rapida rispetto agli standard iraniani. "Ero sicura di rimanere di più", ha dichiarato, sottolineando come i 21 giorni trascorsi in carcere rappresentino un'eccezione rispetto alle lunghe detenzioni solitamente imposte agli ostaggi. La giornalista ha raccontato di essere stata privata degli occhiali e delle lenti a contatto, considerati un rischio per i detenuti, il che le ha impedito di vedere chiaramente durante tutto il periodo di prigionia.
Le condizioni di detenzione erano particolarmente difficili: Sala ha descritto come passasse il tempo a leggere gli ingredienti sulle buste di cibo e a contare le dita delle mani per mantenere la sanità mentale. Gli interrogatori, condotti con il volto incappucciato e rivolto al muro, erano estenuanti e accompagnati da urla strazianti provenienti dalle altre celle. La giornalista ha anche rivelato di aver ricevuto pasticche per calmarsi, un dettaglio che evidenzia ulteriormente la durezza della sua esperienza.
Nonostante le difficoltà, Sala si considera fortunata per essere stata liberata in tempi relativamente brevi. Ha attribuito la rapidità della sua liberazione a un'operazione del governo italiano, definendola "la più rapida per liberare un ostaggio in Iran dagli anni Ottanta".




