Sanremo 2026, l'edizione dei record e delle sfide tra Ariston e Olimpiadi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A meno di un mese dalla sua inaugurazione, la settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo si prepara ad animare il Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio, in un calendario che, posticipato per cedere il passo alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, concentra in cinque serate l'attesa di un pubblico sempre fedele. La kermesse, che quest'anno vedrà tornare alla guida Carlo Conti, si annuncia fin da subito come un'edizione di contrasti, nella quale elementi di novità e tradizione si intrecciano in un quadro discografico che gli addetti ai lavori non esitano a definire complesso. Prima ancora che le voci dei trenta Big salgano sul palco, infatti, un primato è già stato stabilito: sono centosette gli autori, un numero record per le recenti edizioni a trenta partecipanti, che hanno firmato testi e musiche dei brani in gara, segnando una frammentazione creativa che potrebbe rivelarsi sia una ricchezza che una dispersione di energie.
I preascolti: sorprese e conferme in attesa del palco
Le anteprime per la stampa, svoltesi tra Roma e Milano, hanno offerto un primo assaggio di quello che potremmo ascoltare in diretta Rai 1, delineando una classifica provvisoria che lascia poco spazio ai dubbi su alcuni favoriti. A emergere, secondo il parere di molti giornalisti accreditati, sono stati i brani di Ditonellapiaga e di Fulminacci, ai quali si aggiunge il duo Colombre-Maria Antonietta, mentre un interesse particolare è stato riservato a Sayf e alla coppia formata da Masini e Fedez, considerati possibili outsider capaci di insidiare i nomi più quotati. All'estremo opposto, confermando una tendenza che ormai sembra diventata una consuetudine, si è piazzata Elettra Lamborghini, la cui proposta non ha convinto la platea dei critici durante le sessioni di ascolto riservate.
Il cast e l'«effetto» di un mercato discografico in evoluzione
La composizione del roster degli artisti, peraltro, risente di dinamiche esterne al festival stesso, come quel cosiddetto "effetto Tony Effe" che ha spinto molti manager a preferire tour proficui e certi all'impegno in gara, con tutto il rischio che esso comporta. Questo fenomeno, di cui si è molto discusso nelle settimane precedenti le selezioni, ha inevitabilmente inciso sul casting finale, orientando le scelte artistiche verso un panorama dove, nonostante i trenta brani ascoltati in anteprima suonino in molti casi meglio delle previsioni, lo scenario di fondo rimane quello di un'edizione valutata come la più debole dal punto di vista discografico degli ultimi cinque anni. Una situazione che pone una sfida non da poco al direttore artistico, chiamato a bilanciare qualità musicale e spettacolarità.
Le novità del palinsesto e il ruolo degli ospiti
Proprio nel tentativo di rinnovare il format pur mantenendone l'impianto tradizionale, Conti ha annunciato che Achille Lauro sarà co-conduttore della seconda serata, un incarico che aggiunge un tassello di imprevedibilità al già fitto programma delle cinque puntate. La mossa, svelata durante l'edizione delle venti del Tg1, rientra in una strategia più ampia tesa a coinvolgere personalità di spicco del mondo dello spettacolo, le quali, intervenendo in veste di presentatori o di performer, dovrebbero contribuire a vivacizzare le serate. Il tutto mentre la macchina organizzativa lavora per definire gli ultimi dettagli di un evento che, se da un lato deve misurarsi con le aspettative di un pubblico esigente, dall'altro si trova a competere per l'attenzione con il grande evento sportivo delle Olimpiadi, che ne ha già condizionato le date.




