Inter, attenzione alla notte di gala del Kairat e al suo baby talento
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Redazione Sport
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Mentre l'Inter, capolista a punteggio pieno e con la difetta ancora inviolata, si appresta ad accogliere al Meazza il Kairat Almaty, l'atmosfera che precede la sfida è quella di una serata di gala, un evento che i kazaki, reduci dalla conquista del campionato domestico, intendono vivere come il coronamento di una stagione già di per sé positiva. La squadra di Rafael Urazbakhtin, sebbene provata da un viaggio intercontinentale di oltre sette ore, arriva a Milano senza il fardello della pressione, con quel nulla da perdere che, come spesso accade in Europa, può tramutarsi in un'arma insidiosa; una condizione che Cristian Chivu ha chiaramente percepito, invitando i suoi a non cadere nella trappola della superficialità. Le precedenti uscite europee del Kairat, del resto, se da un lato mostrano un bottino di un solo punto, frutto del pari interno contro il Pafos, e le pesanti sconfitte subite a Lisbona e contro il Real Madrid, dall'altro non devono trarre in inganno: aver superato quattro turni preliminari, eliminando anche una squadra blasonata come il Celtic, conferisce a questa formazione un credito di pericolosità che i nerazzurri non possono ignorare.
La situazione del girone e l'occasione per Chivu
Per l'Inter, che con un successo raggiungerebbe la quarta vittoria consecutiva, l'obiettivo è duplice: consolidare il primato nel girone e assicurarsi con largo anticipo l'accesso alla fase successiva, evitando così di dover ricorrere agli spareggi di febbraio. Un traguardo, quest'ultimo, che permetterebbe al club di affrontare la fase calda della competizione con una serenità in più, avendo già un posto tra le prime ventiquattro saldamente in tasca. Chivu, che ha più volte sottolineato come in Champions League nulla sia scontato, ha di fronte una partita che, sulla carta, appare la più abbordabile del percorso, ma che nasconde le insidie tipiche di chi, come il Kairat, può giocare la carta della spensieratezza e del talento individuale, incluso quel baby talento che si dice abbia affascinato giocatori del calibro di Doku e attirato l'attenzione di club come il Chelsea.
Le scelte tattiche e i ballottaggi interni
In attesa della riunione tecnica finale, le indiscrezioni delineano una formazione nerazzurra che vedrebbe, in attacco, la coppia formata da Lautaro Martinez e Francesco Pizzi, con il primo favorito rispetto a Bonny. A centrocampo, l'intelaiatura dovrebbe ruotare attorno a Nicolò Barella, designato come regista, con ai suoi lati Davide Frattesi e Piotr Zielinski. Sull'esterno alto, invece, spazio per Denzel Dumfries e Federico Dimarco, mentre in difesa, a completare la linea a tre con Bisseck e Carlos Augusto, sarebbe Stefan de Vrij, dato lievemente in vantaggio su Francesco Acerbi. Si tratta, in definitiva, di scelte che riflettono la rotazione e la profondità di una rosa che deve conciliare gli impegni europei con il campionato.
Il monito del tecnico e la partita mentale
Il messaggio lanciato da Chivu alla vigilia è stato volutamente diretto, un monito a non ascoltare le voci esterne che dipingono l'impresa come già compiuta. «So che ci aspetta una partita importante e non semplice» ha dichiarato il tecnico, cercando di isolare il gruppo dalle lusinghe della classifica e di concentrarlo sulla fatica del rettangono di gioco. In questo contesto, assume un significato particolare anche l'invito rivolto a Lautaro Martinez, ancora a secco di reti in questa fase della competizione, a "sorridere di più", un modo per alleggerire le tensioni e ricordare che il gioco, nonostante i paletti e le trappole, deve rimanere il fulcro di ogni approccio.




