Ferrara affida il suo calcio a Juan Martin Molinari, l’argentino con passaporto italiano
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Redazione Sport
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Ferrara, dopo il tramonto della Spal di Joe Tacopina, si affida a un nuovo protagonista per riscrivere il futuro del calcio cittadino. Juan Martin Molinari, 51 anni, italo-argentino, è il nome scelto dall’amministrazione comunale guidata da Alan Fabbri per guidare l’Ars et Labor Ferrara, la società che dovrà riportare la squadra biancazzurra nel professionismo. La cordata argentina da lui capeggiata ha superato le altre cinque proposte presentate, aggiudicandosi un progetto che mescola ambizione e internazionalità.
Molinari, classe 1974, non è un volto sconosciuto nel mondo del calcio italiano. È stato socio di minoranza del Perugia, dove ha ricoperto incarichi amministrativi fino alle dimissioni annunciate l’8 luglio 2025, motivate da «ragioni personali». La società umbra, nel comunicato ufficiale, lo ha ringraziato per il «prezioso contributo» durante la sua permanenza, senza aggiungere ulteriori dettagli. Un passato breve ma significativo, che ora lo proietta alla guida di una sfida ancora più complessa: risollevare le sorti di un club che, dopo il fallimento della Spal, riparte dall’Eccellenza.
La sua carriera, del resto, è un intreccio di settori apparentemente distanti: dalle miniere alla finanza, fino al pallone. Banchiere di formazione, con radici sia in Nord che in Sud America, Molinari incarna quel profilo di imprenditore globale che Ferrara ha preferito a proposte più tradizionali. Una scelta che, inevitabilmente, divide i tifosi: c’è chi vede in lui l’opportunità di un rilancio concreto e chi teme l’ennesima avventura senza sbocchi.




