Nuove mappe in arrivo per ARC Raiders, il successo di Embark Studios
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La pipeline degli aggiornamenti principali per ARC Raiders, che ultimamente aveva rallentato il suo flusso, sembra destinata a riprendere vigore nel corso dell’anno. In una recente intervista rilasciata a GamesRadar, infatti, il responsabile del design Virgil Watkins ha concentrato il proprio discorso sul passato, sul presente e, soprattutto, sul futuro del pool di mappe del gioco, anticipando ai fan – rimasti in attesa di novità dopo le festività natalizie – l’arrivo di una serie di nuovi ambienti da esplorare già a partire dal 2026. Watkins, il cui ruolo è quello di guidare le scelte progettuali, ha delineato un percorso di sviluppo che, pur non scendendo nel dettaglio delle tempistiche precise, promette di arricchire l’esperienza di gioco per tutti coloro che si avventurano nel suo universo PvPvE.
La scelta di abbandonare la casa d'aste per preservare il divertimento
Nel tracciare l’evoluzione del Titolo, Watkins ha anche rivelato una scelta progettuale significativa, presa durante le fasi di sviluppo: il team aveva sperimentato l’inserimento di una meccanica di casa d’aste, ispirata a titoli del calibro di Escape From Tarkov, ma ne aveva infine decretato l’abbandono poiché avrebbe rischiato di compromettere la genuina fruizione ludica. “Avrebbe reso il gioco meno divertente”, ha dichiarato il design lead, sottolineando come la decisione sia scaturita dalla volontà di privilegiare il ritmo e l’accessibilità dell’azione. Va tuttavia precisato che, nonostante l’assenza di un sistema ufficiale di compravendita, esiste comunque chi riesce a monetizzare i propri materiali di gioco: una pratica che si svolge al di fuori dell’ecosistema del gioco, spesso tramite piattaforme social, e che si conclude con uno scambio diretto all’interno di una partita, dove il venditore deposita ai piedi dell’acquirente gli oggetti pattuiti.
Un piccone dorato per celebrare un traguardo commerciale straordinario
Il successo di ARC Raiders, del resto, appare solido e difficilmente contestabile, come dimostra il traguardo delle dodici milioni di copie vendute in un lasso di tempo particolarmente ristretto. Un lancio di tale portata, che si colloca senza dubbio tra i più robusti degli ultimi anni nel panorama degli shooter, è stato celebrato dagli sviluppatori con un gesto simbolico rivolto alla propria base di giocatori: la distribuzione di un piccone dorato in edizione limitata, concepito come ringraziamento per la fiducia riposta nel progetto fin dalle sue primissime battute. Quel piccone, più di un semplice oggetto cosmetico, rappresenta il segno tangibile di un legame tra creatori e giocatori, cementato da numeri di vendita che hanno superato le più rosee aspettative.
Il cambio di modello ispirato dal successo di Helldivers 2
La strada che ha condotto a questi risultati non è stata però lineare, come spesso accade per i progetti ambiziosi. Se in fase di annuncio ARC Raiders veniva presentato come un’esperienza cooperativa PvE gratuita, una riflessione approfondita sui contenuti da offrire e, soprattutto, l’osservazione del mercato hanno portato Embark Studios a una virata radicale. La decisione finale è stata quella di trasformare il prodotto in uno sparatutto a estrazione con elementi PvPvE, vendendolo come titolo premium a prezzo pieno. Una scelta maturata, in buona parte, osservando il funzionamento del modello adottato da Helldivers 2 due anni fa: quel titolo ha dimostrato, infatti, come un approccio live service possa prosperare anche senza ricorrere alla formula free-to-play, aprendo la strada a esperienze a pagamento che non rinunciano a un supporto costante nel tempo.




