Proteste degli studenti in Francia, scuole chiuse e scontri con la polizia
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Redazione Esteri
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Le proteste degli studenti in Francia continuano a estendersi e oggi centinaia di scuole superiori sono rimaste chiuse, mentre in diverse città si sono verificati nuovi scontri con le forze dell'ordine. Il movimento, nato nei licei della regione parigina e poi propagatosi nel resto del Paese, chiede più insegnanti, maggiori risorse per gli istituti, interventi sugli edifici scolastici e minori pressioni legate a Parcoursup, il sistema di accesso all'istruzione superiore. La mobilitazione ha ormai coinvolto anche alcune università e alle manifestazioni degli studenti si sono affiancati blocchi degli ingressi, cortei e occupazioni.
Oltre 400 licei chiusi, proteste e interventi della polizia
La giornata di venerdì 2 ottobre si è aperta con poco più di 400 istituti impossibilitati ad accogliere normalmente gli alunni, su circa 3.700 licei presenti nel Paese. In numerosi casi le lezioni sono state trasferite a distanza. Nel corso della mattinata il ministero dell'Istruzione ha poi indicato 564 scuole interessate da azioni o perturbazioni di vario tipo, segno di una mobilitazione più ampia rispetto al solo numero delle strutture completamente chiuse. In Île-de-France decine di istituti sono stati interessati da affrontamenti, danneggiamenti o altri episodi di violenza, mentre presidi di studenti sono comparsi nuovamente anche davanti ad alcune scuole di Parigi.
A Strasburgo le forze dell'ordine hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere gruppi di manifestanti. A Rennes è stato impiegato anche un mezzo con idrante nelle vicinanze del liceo Chateaubriand, dove erano stati incendiati alcuni cassonetti, mentre un intervento della polizia ha interessato anche il liceo Emile Zola. Nelle Bouches-du-Rhône sono state segnalate cariche e lacrimogeni nei pressi di istituti a La Ciotat, Arles e Marsiglia; una parte delle persone fermate durante la mattinata era accusata di avere utilizzato o trasportato materiale pirotecnico oppure di avere partecipato all'incendio di rifiuti.
Dalle carenze di insegnanti agli edifici: cosa chiedono i ragazzi
Alla base della protesta ci sono soprattutto le condizioni nelle scuole. Gli studenti denunciano classi sovraffollate, carenze di docenti e personale, edifici deteriorati e difficoltà che in alcuni istituti riguardano direttamente gli ambienti nei quali si svolgono le lezioni. A Saint-Denis, uno dei luoghi dai quali la mobilitazione ha preso forza, le contestazioni hanno riguardato anche la presenza di infestazioni e le condizioni delle strutture. Le richieste comprendono un aumento delle assunzioni e un piano di interventi sugli edifici, insieme a una revisione delle pressioni collegate al percorso di orientamento e ammissione dopo il liceo.
Le dimensioni raggiunte dal movimento rappresentano un salto rispetto all'inizio della settimana. Lunedì gli istituti interessati erano circa 180, mentre giovedì le azioni avevano coinvolto più di un migliaio di licei, con 222 blocchi segnalati dal ministero. La protesta si è diffusa da Créteil e dalla periferia di Parigi verso città come Lille, Nantes, Strasburgo, Nizza, Tolosa e Marsiglia, seguendo una struttura poco centralizzata e alimentata anche attraverso i social network. In alcuni centri alle rivendicazioni dei liceali si sono uniti studenti universitari, ampliando ulteriormente la partecipazione.
Migliaia di fermi e violenze nelle manifestazioni
La crescita delle mobilitazioni è stata accompagnata da un forte aumento delle tensioni. Nella giornata di giovedì sono state arrestate 1.949 persone, mentre il ministero della Giustizia aveva indicato 1.793 persone poste in stato di fermo dall'inizio della settimana. Gli episodi contestati comprendono violenze contro pubblici ufficiali, partecipazione ad assembramenti e danneggiamenti. Dall'inizio delle proteste sono stati inoltre segnalati feriti tra studenti, personale scolastico e appartenenti alle forze dell'ordine, mentre incendi e atti vandalici hanno interessato edifici e infrastrutture in differenti zone del Paese.
Uno degli episodi più gravi si è verificato a Marsiglia, dove personale scolastico è stato aggredito durante le proteste e alcuni dipendenti sono stati cosparsi di benzina. Nel quindicesimo arrondissement, durante un intervento davanti al liceo Saint-Exupéry, sono stati attaccati anche i marinai-pompieri e un loro veicolo è stato incendiato; uno dei soccorritori è rimasto ferito al volto da un oggetto lanciato durante gli scontri. A Nantes, invece, un incendio ha danneggiato parzialmente l'ingresso del liceo Nelson-Mandela, mentre in diverse città la circolazione dei mezzi pubblici è stata temporaneamente interrotta per motivi di sicurezza.
Il ministro dell'Istruzione Edouard Geffray ha incontrato associazioni studentesche, rappresentanti dei genitori e organizzazioni del personale scolastico per discutere le rivendicazioni. Sul piano delle misure previste dal bilancio, l'esecutivo ha cancellato il progetto che avrebbe introdotto per gli studenti non borsisti un contributo d'iscrizione di 178 euro per i BTS e di 270 euro per le classi preparatorie alle grandes écoles. Il ministero ha inoltre avviato una piattaforma di consultazione destinata agli studenti delle scuole superiori.
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