Bezos e Sanchez si sposano a Venezia tra proteste e lusso, mentre Ivanka Trump e le star di Hollywood affollano la città
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Redazione Economia
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Venezia si prepara a ospitare, tra sfarzo e polemiche, le nozze di Jeff Bezos e Lauren Sanchez, mentre il corteo di vip – tra cui Ivanka Trump, figlia del presidente degli Stati Uniti – si unisce al viavai di jet privati e feste esclusive. Ma lo scenario non è quello immaginato inizialmente dalla coppia: l’agenda è stata ridisegnata, così come la mappa delle proteste organizzate dai comitati che denunciano il «sequestro della città» da parte del quarto uomo più ricco al mondo secondo Forbes. Un cambiamento dettato, almeno in parte, dalle pressioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, deciso a evitare eccessivi disagi in un centro già fragile.
Davanti all’Hotel Danieli, a due passi da Piazza San Marco, i militanti di Extinction Rebellion hanno issato uno striscione con la scritta «Tassare i ricchi per ridare al pianeta», riaccendendo il dibattito sul modello economico incarnato da Bezos. Critiche che non risparmiano Amazon, accusato di aver rivoluzionato il mercato del lavoro con ritmi insostenibili e di aver svuotato il commercio locale, sostituendolo con una logistica globale spietata. «Venezia non è un set per matrimoni da miliardi», ha ribattuto un portavoce dei manifestanti, sottolineando l’ironia di una scelta che avrebbe trovato più coerenza a Las Vegas, nel kitsch dell’Hotel Venetian, replica in salsa americana della Serenissima.
Luca Zaia, governatore del Veneto, ha preso le distanze dalle proteste, difendendo la libertà della coppia di celebrare il matrimonio senza assilli. «Venezia è aperta a tutti», ha dichiarato, temendo che un’eccessiva ostilità possa dissuadere altri facoltosi visitatori. Un timore condiviso dal sindaco Luigi Brugnaro, che da anni punta a trasformare la città in una meta per élite internazionali. Ma c’è chi, tra i veneziani, vede in questa retorica l’ennesima resa a un turismo predatorio, che rischia di svuotare ulteriormente un centro storico già in agonia.




