Marotta smentisce l’interesse dell’Inter per Joao Felix, il portoghese: "Mi volevano, ma ho scelto il Milan"
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Redazione Sport
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Il calciomercato milanese continua a far discutere, soprattutto dopo le recenti dichiarazioni di Beppe Marotta, presidente dell’Inter, che ha voluto chiarire la posizione dei nerazzurri riguardo a Joao Felix. Parlando ai microfoni di Dazn nel prepartita della sfida contro la Fiorentina, Marotta ha smentito categoricamente qualsiasi interesse dell’Inter per l’attaccante portoghese, arrivato invece al Milan nel mercato di gennaio. «Non abbiamo avviato nessuna negoziazione», ha affermato, spiegando che, pur avendo valutato alcuni giocatori, la società ha preferito mantenere l’organico attuale senza approfondire ulteriori trattative. Un chiarimento che arriva dopo le parole dello stesso Joao Felix, il quale, durante la conferenza stampa di presentazione con il Milan, ha rivelato che il suo agente gli aveva parlato di un possibile interesse da parte dell’Inter.
Joao Felix, che ha lasciato il Chelsea per approdare al Milan in prestito oneroso fino a fine stagione, ha quindi confermato indirettamente che c’era stata un’opzione nerazzurra sul tavolo. «Sì, il mio agente me ne ha parlato», ha dichiarato, aggiungendo però di aver scelto il Milan come destinazione preferita. Una scelta che, al di là delle parole di Marotta, sembra aver lasciato qualche strascico, alimentando ulteriormente la rivalità tra le due squadre milanesi.
Marotta, nel corso della stessa intervista, ha anche toccato un altro tema caldo: il calendario fitto di impegni che sta mettendo a dura prova l’Inter. «Se il fatto di giocare sempre può aver avuto un peso? Assolutamente sì», ha ammesso, riferendosi alle numerose partite che la squadra è chiamata a disputare, tra campionato e Coppa Italia. Un problema già sollevato in precedenza dall’allenatore Simone Inzaghi, che aveva sottolineato come i troppi impegni rischino di logorare i giocatori. Nonostante ciò, Marotta ha voluto riconoscere il lavoro di squadra e allenatore, definendoli «seri professionisti» che non hanno nulla da rimproverarsi.




