"Adolescence" domina le piattaforme, ma la scuola resta ai margini
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre l’82% degli adolescenti, con una netta prevalenza femminile (86%), scrolla Instagram e il 74% si perde tra i video di TikTok, oltre l’80% di loro consuma serie tv su una o più piattaforme, confermando un distacco sempre più marcato tra il mondo digitale e quello reale. Se anni fa era Tredici a catalizzare l’attenzione dei teenager, oggi Adolescence, uscita da poco ma già virale, sembra destinata a superare ogni record. Un fenomeno che, al di là dei gusti personali, delinea un panorama in cui gli schermi plasmano identità e relazioni, lasciando spesso fuori chi, come insegnanti e dirigenti scolastici, cerca di intercettarne i codici.
L’Associazione Laboratorio Adolescenza, da ventisette anni impegnata nello studio degli stili di vita giovanili, collabora con decine di istituti per monitorare queste dinamiche, ma il divario tra educazione e intrattenimento digitale rimane ampio. E mentre la scuola fatica a stare al passo, Adolescence ha portato sotto i riflettori temi spinosi, come la subcultura incel, già esplorata in passato ma ora rilanciata dalla serie. Su forum come il Forum dei Brutti, dove il risentimento verso le donne viene sfogato con linguaggio violento, qualcuno ha persino celebrato l’omicidio di Giulia Cecchettin, citando il caso Turetta come un “giusto” contraccolpo. «La serie ha reso l’argomento un trend», osserva un utente, convinto che la Redpill – l’ideologia misogina che si diffonde tra i giovani – possa minare il “sistema femminista”.




