Maxirogo a Milano, le indagini puntano sul surriscaldamento di batterie in un pacco
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Redazione Interno
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Il maxirogo a Milano sarebbe stato provocato dal surriscaldamento di batterie al litio contenute in un pacco appoggiato sul pianale del centro di smistamento. È quanto emerge dai primi accertamenti svolti nell'inchiesta dei vigili del fuoco coordinata dal procuratore Marcello Viola e dal pubblico ministero Paolo Storari dopo l'incendio divampato mercoledì 8 luglio nel deposito Bartolini in zona Bovisa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un dipendente avrebbe notato prima il fumo e subito dopo le fiamme, mentre le verifiche finora effettuate portano a escludere l'ipotesi di un'origine dolosa che era stata presa in considerazione nelle ore immediatamente successive all'episodio.
Le prime verifiche sull'origine dell'incendio
Gli elementi raccolti nel corso delle indagini indicano come possibile punto di innesco un pacco di circa dieci chili contenente batterie al litio. Il collo si trovava sul pianale, pronto per essere trasferito su un camion diretto a Torino, quando si sarebbe verificato il surriscaldamento che, secondo gli inquirenti, ha dato origine al fumo e successivamente alle fiamme. Le analisi effettuate sul materiale disponibile hanno quindi orientato gli accertamenti verso una causa accidentale, facendo tramontare la pista dolosa che era stata valutata nella fase iniziale dell'inchiesta.
La ricostruzione finora disponibile descrive una sequenza particolarmente rapida. Dopo l'avvistamento del fumo da parte di un dipendente, il rogo si sarebbe sviluppato in tempi brevissimi, trasformando il pacco individuato dagli investigatori nella possibile "miccia" dell'incendio. I primi riscontri convergono sull'ipotesi che il surriscaldamento delle batterie al litio abbia provocato la deflagrazione iniziale da cui si sono propagate le fiamme, elemento che rappresenta il principale punto di riferimento delle verifiche ancora in corso.
Il deposito coinvolto e gli elementi emersi dall'inchiesta
L'incendio ha interessato il centro di smistamento Bartolini in zona Bovisa, a Milano, coinvolgendo un'area di oltre ottomila metri quadrati. Gli investigatori hanno concentrato l'attenzione sul pacco da cui sarebbe partito il rogo, analizzando la dinamica dell'episodio e gli elementi raccolti nelle prime ore successive all'emergenza. Le verifiche svolte fino a questo momento hanno rafforzato l'ipotesi che l'origine dell'incendio sia riconducibile al surriscaldamento delle batterie al litio contenute nella spedizione, senza evidenze che facciano ritenere doloso l'evento.
Lo sviluppo dell'inchiesta, reso noto con i primi accertamenti, conferma quindi una ricostruzione che individua nel pacco appoggiato sul pianale il punto di partenza dell'incendio. La spedizione era destinata a essere caricata su un mezzo diretto a Torino quando, secondo quanto emerso dalle verifiche, il surriscaldamento delle batterie avrebbe generato prima il fumo e poi le fiamme. È su questa dinamica che si concentrano gli elementi raccolti dagli investigatori, mentre la pista dolosa viene indicata come esclusa sulla base delle prime analisi effettuate sul materiale che avrebbe dato origine al maxirogo.




