L'ultimo addio di Yulia Navalnaya: Putin ha avvelenato mio marito
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Redazione Esteri
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Yulia Navalnaya, vedova dell'oppositore russo Alexei Navalny, ha recentemente rilasciato una dichiarazione scioccante. Ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di aver avvelenato suo marito con il Novichok, un agente nervino letale. Navalny è morto venerdì 16 febbraio in una colonia penale russa.
Le accuse di Yulia
Nel suo videomessaggio, Yulia ha dichiarato che continuerà la battaglia di suo marito per "vivere in una Russia libera". Ha invitato tutti a stare al suo fianco, sottolineando che non ha paura e che nessuno dovrebbe averla. Ha rivelato che Alexei è stato avvelenato con il Novichok e ha accusato Putin di averlo ucciso.
La morte di Navalny
Navalny è morto in un carcere di isolamento nell'Artico. Le cause della morte sono ancora sconosciute, sebbene una prima ipotesi fornita dalle autorità parlasse di "sindrome di morte improvvisa". Yulia ha accusato le autorità russe di nascondere il corpo del marito in attesa che spariscano le tracce dell’agente nervino dal cadavere.
La reazione internazionale
La notizia della morte di Navalny ha scatenato manifestazioni in tutto il mondo, con 401 arresti segnalati solo in Russia. Yulia Navalnaya ha anche partecipato a un incontro con il Consiglio dell'Unione Europea e ha incontrato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.
Il futuro della Russia
Nonostante la tragica perdita, Yulia ha espresso la sua determinazione a continuare il lavoro di Alexei. Ha dichiarato: "Voglio costruire una Russia libera. Vi invito a starmi a fianco. Io non ho paura, né dovreste averla voi". Queste parole hanno risonato in tutto il mondo, alimentando la speranza di un futuro migliore per la Russia.




