Erdogan sceglie Hamas: una spina nel fianco della Nato?
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Redazione Esteri
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Sono passati pochi giorni dall'incontro tra Xi Jinping e Vladimir Putin, durante l'ultimo vertice della Via della Seta. I leader delle due superpotenze hanno incontrato anche il presidente dell'Ungheria, Viktor Orban. Questo scenario ha posto un membro dell'Unione Europea direttamente nella bocca dell'avversario geopolitico d'eccellenza, un segnale di scontro ai vertici di Bruxelles. Al momento dello scoppio della guerra in Ucraina, l'Unione Europea aveva nei fatti 'tradito' Budapest, tagliando le forniture di gas e petrolio russo.
Le relazioni diplomatiche tra Gerusalemme e Ankara inciampano su Hamas e Gaza, dopo il recente riavvicinamento diplomatico e l'incontro tra Benyamin Netanyahu e Recep Tayyip Erdogan durante il vertice delle Nazioni Unite a New York il mese scorso. Erdogan ha cancellato la visita diplomatica nello Stato ebraico per sottolineare la sua disapprovazione verso Israele.
In Libano si è riunito l'asse del terrore, e lo ha voluto mostrare: quei tre leader che per Israele ostacolano invece le evacuazioni da Gaza usando la popolazione come scudo. E ieri è arrivata pure la presa di posizione pro Hamas del presidente turco Erdogan: «È un gruppo di liberazione che combatte per proteggere i cittadini», ha detto in Parlamento, assolvendo la sigla palestinese per gli orrori commessi il 7 ottobre e cancellando il viaggio nello Stato ebraico.




