Sparatoria in un liceo nel sud-est della Turchia, 16 feriti e l’assalitore – un ex studente – si è tolto la vita
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Redazione Esteri
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L’istituto scolastico, trasformato all’improvviso in un teatro di violenza armata, si trova nella provincia di Sanliurfa, una regione dove la tensione sociale e le difficoltà economiche, va ricordato, non hanno mai smesso di intrecciarsi con la cronaca quotidiana. Un uomo, nato nel 2007 e dunque diciottenne secondo le prime ricostruzioni, ha fatto irruzione nella scuola superiore professionale e tecnica anatolica Ahmet Koyuncu, situata nel distretto di Siverek, armato di un fucile da caccia. La sua azione, iniziata con colpi sparati in modo indiscriminato, ha provocato il caos tra i banchi: sedici persone sono rimaste ferite, la maggior parte delle quali studenti, sebbene tra loro figuri anche un insegnante le cui condizioni, al momento, sono state definite gravi dalle fonti locali.
Le dinamiche dell’assalto, per quanto ancora al vaglio delle autorità, raccontano di un ex studente che, una volta entrato nell’edificio che ben conosceva, avrebbe anche preso in ostaggio alcuni ragazzi prima di rivolgere l’arma contro se stesso. A riferirlo è stata l’emittente Ntv, che ha citato dichiarazioni del governatore di Sanliurfa, Hasan Sildak, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli sul numero esatto degli ostaggi o sulla durata della loro prigionia. Le forze speciali di sicurezza, prontamente dispiegate sul posto, hanno coordinato l’evacuazione degli studenti superstiti, cercando di metterli al riparo da quella che si stava rivelando una strage annunciata.
L’assalitore, ha precisato la stessa emittente, era un frequentatore di quella stessa scuola in passato; un particolare, questo, che riaccende il dibattito – sempre latente – sulla capacità di prevenzione all’interno degli istituti e sui controlli relativi all’accesso di ex alunni potenzialmente pericolosi. Non c’è, almeno per ora, alcuna chiarezza in merito al movente che avrebbe spinto il giovane a compiere un gesto tanto estremo quanto autodistruttivo. Le indagini, condotte dalla procura locale, si concentrano sulla ricostruzione delle ultime ore di vita del ragazzo, sui suoi contatti e su eventuali segnali premonitori che magari, come spesso accade in questi casi, erano stati ignorati.




