L’Avellino perde a Empoli ma tiene il destino nei propri pugni: a Daffara non basta il miracolo, decisivo Lovato
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Redazione Sport
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Nel tardo pomeriggio del “Castellani”, l’Avellino incassa una sconfitta che, per come si era messa, poteva trasformarsi in una ferita ben più profonda; invece, il ko per 1-0 contro l’Empoli – maturato al 13’ della ripresa grazie a un colpo di testa di Lovato, lasciato inspiegabilmente solo in area sugli sviluppi di una punizione di Yepes – si rivela paradossalmente “indolore”. Nonostante il passo falso, i biancoverdi restano artefici del proprio destino in chiave playoff: una vittoria nell’ultimo turno contro il Modena, ormai certo del sesto posto, proietterebbe la truppa di Ballardini all’ottavo posto, regalando loro un incrocio nei quarti di finale contro il Catanzaro (in trasferta, forte del vantaggio negli scontri diretti su Cesena e Mantova, entrambe ferme a 46 punti).
L’ossigeno per l’Empoli e il duello psicologico dal dischetto
Per la formazione di Caserta, invece, il successo rappresenta una boccata d’ossigeno puro: i toscani agganciano quota 40 punti, issandosi al quattordicesimo posto e costruendosi un cuscinetto di una lunghezza proprio sull’Entella, quello che per ora tiene l’Empoli fuori dalla zona playout. La posta in palio era altissima e forse per questo, nella prima frazione, si è vista più tensione che spettacolo; ma a rompere l’equilibrio ci ha pensato il capitano Lovato, il cui stacco ha sbloccato una partita che l’Avellino, va detto, ha approcciato con piglio compassato. La vera follia, però, è arrivata al minuto 70: l’arbitro La Penna concede un rigore all’Empoli per una trattenuta di Fontanarosa su Shpendi, e l’attaccante albanese – presentatosi sul dischetto – viene ipnotizzato da Daffara, che intuisce l’angolo e respinge.
L’episodio, però, non finisce lì: il direttore di gara fa ripetere la battuta per un’invasione lampo di Besaggio in area, e Shpendi, forse influenzato dall’errore precedente o forse semplicemente annichilito dalle dimensioni del portiere avversario, cambia angolo di tiro ma trova ancora sulla sua strada l’estremo difensore dei campani. Un doppio miracolo che avrebbe potuto cambiare l’inerzia di una serata storta, ma che invece si è rivelato solo un palliativo.
L’espulsione di Fontanarosa chiude una serata da dimenticare
Per l’Avellino, quella del “Castellani” è stata una prestazione a intermittenza, fatta di buone trame di gioco alternate a blackout difensivi difficili da giustificare. Daffara – schierato al posto dell’influenzato Iannarilli – si è eretto a baluardo insuperabile, tenendo in vita i suoi con interventi decisivi non solo dal dischetto ma anche su conclusioni velenose di Shpendi e Haas. Eppure, la reazione che Ballardini invocava dalla panchina non è mai arrivata con la necessaria veemenza: la squadra è apparsa “poco dinamica”, come ammesso dallo stesso tecnico a fine partita, troppo compassata per impensierire un Empoli assetato di punti salvezza.
A completare il quadro negativo ci ha pensato Fontanarosa: già responsabile della marcatura persa sul gol di Lovato, il difensore si è fatto cacciare dal campo al 52’ della ripresa per doppia ammonizione, lasciando i compagni in dieci contro undici e chiudendo di fatto ogni velleità di rimonta. Un cartellino rosso arrivato al culmine di una prestazione da incubo, che toglie certezze a pochi giorni dall’appuntamento decisivo.
L’ultima spiaggia del Partenio: l’Avellino cerca l’ottavo posto
E così, tutto si rimanda a venerdì prossimo, quando al Partenio (calcio d’inizio alle 20:30) l’Avellino ospiterà un Modena già qualificato e senza obiettivi specifici se non quello di chiudere in bellezza. Per i lupi il copione è semplice quanto severo: vincere per agganciare l’ultimo treno utile per la postseason, scartando Cesena e Mantova proprio grazie a quella classifica avulsa che al momento sorride agli irpini. Dall’altra parte, l’Empoli volerà intanto sul campo di un Monza allo sbando – reduce dal ko interno di Mantova – con la consapevolezza che un solo punto basterebbe per blindare la categoria senza passare dai playout.
La cronaca, insomma, restituisce l’immagine di due squadre che hanno ottenuto ciò che cercavano: i toscani hanno trasformato un pomeriggio di sofferenza in una boccata d’ossigeno quasi insperata; i campani, invece, hanno dimostrato di avere i nervi saldi e un portiere fuori serie, anche se la mancanza di cattiveria sotto porta rischia di fargli rimpiangere una stagione che è stata finora esaltante.




