Esselunga a Novedrate, Neri: "La Lombardia è la nostra regione, è normale essere sotto attacco"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Tra gli scaffali ricolmi e il viavai di clienti nel giorno dell’inaugurazione, l’aria che si respira nel nuovo Esselunga di Novedrate è quella di un presidio strategico, un avamposto che consolida una presenza radicata in un territorio, la Lombardia, considerato vitale. L’acquisizione del punto vendita, che precedentemente operava sotto l’insegna di Carrefour, non rappresenta una semplice espansione ma una mappa precisa di un disegno commerciale più ampio, il quale, salvaguardando i posti di lavoro esistenti, trasforma un’attività concorrente in un avamposto del proprio sistema. Eugenio Neri, direttore commerciale della catena, intervenendo in merito alla operazione, ha sottolineato come simili mosse non costituiscano una novità assoluta, pur confermando una attenzione costante verso le dinamiche di mercato e le opportunità che da esse possono scaturire.

Il posizionamento nel Comasco

Il supermarket, che si sviluppa su una superficie di vendita di milleduecento metri quadrati lungo la trafficata via Novedratese, va a costituire il sesto avamposto dell’insegna nella provincia di Como, un dato che da solo illustra l’importanza attribuita a questo bacino d’utenza. La scelta dell’ubicazione, un’arteria di collegamento fondamentale tra il capoluogo e la Brianza, non è affatto casuale e mira a intercettare un flusso di mobilità già consolidato, offrendo una alternativa concreta a chi quotidianamente percorre quella strada. All’interno dello spazio, che ospita anche il centoventinovesimo Bar Atlantic, trovano impiego sessantanove collaboratori, una cifra che dà la misura dell’indotto occupazionale generato da un singolo insediamento.

La centralità della regione e le tensioni competitive

“La Lombardia è la ‘nostra’ regione”, ha affermato Neri con una punta di orgoglio, lasciando intendere un legame quasi viscerale con un’area geografica che, per fatturato e densità di punti vendita, rappresenta senza dubbio il cuore pulsante dell’intero gruppo. Una dichiarazione che, nel suo tono possessivo, non può che leggersi anche come una presa di posizione in un contesto competitivo particolarmente agguerrito, al punto che lo stesso direttore commerciale ha definito “normale” per l’azienda “essere sotto attacco da parte dei competitor”. Questa percezione di un assedio continuo da parte della concorrenza delinea un panorama in cui ogni apertura, specialmente se ottenuta dal rilevamento di un avversario, assume il valore di una vittoria tattica.

Sviluppi futuri e ipotesi di partnership

Oltre alla riflessione sulla contesa del territorio lombardo, Neri ha accennato, seppur con un cauto “vedremo”, a possibili sviluppi internazionali, menzionando nel corso dell’intervista un ipotetico dialogo con il colosso cinese Alibaba. Un accenno, questo, che apre scenari sulla possibile evoluzione digitale e sulla propensione all’innovazione del gruppo, il quale, pur mantenendo un saldo radicamento nel retail fisico tradizionale, dimostra di voler esplorare anche strade diverse. La prudenza con cui è stata trattata la questione, tuttavia, lascia intendere che si tratti al momento più di una valutazione che di un progetto definito, in un settore, quello della grande distribuzione, dove le alleanze globali stanno diventando sempre più frequenti.

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