Neve da record a Capracotta, ma il maltempo mette in ginocchio il Molise tra viabilità e servizi a rischio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Capracotta, dove la nevicata primaverile non smette di stupire – e di accumularsi – turisti e curiosi si sono messi in coda per ammirare un fenomeno che, a dirla tutta, è meno anomalo di quel che sembrerebbe. Da tre giorni, infatti, i fiocchi cadono senza sosta; in alcuni punti della cittadina dell’Alto Molise lo spessore ha già superato i due metri, una quantità che avrebbe messo in ginocchio qualsiasi altra località, ma non questa. Perché la neve record è impressa nel dna della gente del posto, abituata a convivere con metri di coltre bianca anche quando il calendario segna aprile. E così, per uscire di casa, ci si limita a tirare fuori la pala e a crearsi un varco, quasi fosse un gesto automatico, senza quella frenesia che altrove coglie impreparati.

Maltempo e fragilità: la denuncia del consigliere Greco

Ma mentre a Capracotta la neve fa da sfondo a cartoline quasi fiabesche, il resto della regione conta i danni di un’emergenza ben più grave. Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Greco l’ha definita senza giri di parole: “Il Molise è in ginocchio sotto il peso del maltempo”. E non ha torto, se si considera che dalla costa alle zone montane – come spiega lui stesso – le criticità si moltiplicano e mostrano tutte le fragilità di questa terra. Ciò che Greco sottolinea, però, non è solo l’urgenza del momento, bensì un paradosso drammatico: mentre fiumi esondano, ponti crollano e paesi restano isolati, qualcuno – dice – pensa ancora a tagliare servizi salvavita. Una denuncia che pesa come un macigno, perché getta un’ombra sulle priorità di chi dovrebbe governare l’emergenza.

“Eventi estremi”: la lettura del meteorologo Betti

C’è poi un dato scientifico che aiuta a inquadrare quanto accaduto. Giulio Betti, meteorologo del Cnr, chiarisce un punto spesso frainteso: l’anomalia non è la neve ad aprile a 1400 metri – ne è caduta anche in passato – ma la quantità precipitata in così poco tempo. Un’altra, ennesima manifestazione di quegli eventi estremi che, con il clima ormai stravolto, siamo chiamati a fronteggiare. E di esempi, ne abbiamo avuti eccome negli ultimi giorni: basti pensare alla tempesta Harry di gennaio o alle successive ondate di maltempo che hanno colpito il Sud e parte del Centro Italia. Per Betti, la domanda non è più “perché succede”, ma “come ci prepariamo”. Una riflessione che a Capracotta, dove la neve è di casa, forse è meno avvertita come urgente, ma che altrove – specialmente dove i servizi essenziali vacillano – diventa una questione di sopravvivenza.

Il sopralluogo del presidente Roberti tra ponti crollati e viabilità

Proprio per tastare con mano la situazione, il presidente della Regione Molise Francesco Roberti si è mosso su due fronti. Dopo aver verificato di persona i danni nel Basso Molise – con un’attenzione particolare al ponte crollato a Montenero di Bisaccia, episodio che di per sé dice molto sulla violenza delle precipitazioni – ha raggiunto Agnone per un incontro dedicato alle criticità dell’Alto Molise. Il filo conduttore dei suoi sopralluoghi è stato chiaro: priorità assoluta alla viabilità e al coordinamento istituzionale. Una scelta non banale, se si pensa che senza strade percorribili, qualsiasi intervento di soccorso o di assistenza diventa impossibile. E in un territorio come quello molisano, già segnato da anni di sottofinanziamenti e spopolamento, l’isolamento causato dal maltempo rischia di trasformarsi in una trappola mortale.

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