Morte di Pietro Genuardi, il ricordo di chi lo ha conosciuto

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Pietro Genuardi, attore noto al grande pubblico per i suoi ruoli in serie di successo come Il Paradiso delle Signore e CentoVetrine, è scomparso lasciando un vuoto profondo non solo tra gli spettatori che lo hanno amato, ma anche tra i colleghi che hanno condiviso con lui progetti e momenti di vita professionale. Circa un mese fa, durante la sua partecipazione al programma La volta buona su Rai1, Genuardi aveva lasciato trapelare un malessere, pur rassicurando il pubblico con la frase «tutto si sarebbe sistemato». Un’affermazione che oggi, alla luce della sua scomparsa, assume un significato più profondo e doloroso. Caterina Balivo, conduttrice del programma, lo ha ricordato con affetto, sottolineando la sua gentilezza e il suo carattere schivo.

Tra i primi a esprimere il proprio cordoglio c’è Anna Safroncik, che ha recitato al suo fianco in CentoVetrine. L’attrice, visibilmente scossa, ha definito la perdita di Genuardi un «dolore inaffrontabile», descrivendolo come una persona di grande sensibilità e professionalità. «Sono triste e incredula», ha dichiarato a AdnKronos, ricordando i momenti condivisi sul set, dove Genuardi interpretava Ivan Bettini, un ruolo che lo ha reso celebre. La sua capacità di immergersi nei personaggi, portandoli in vita con naturalezza, era una delle sue qualità più apprezzate.

Milano, città che Genuardi amava profondamente, è stata spesso al centro dei suoi racconti. Nato come grafico al Primadonna, l’attore aveva iniziato la sua carriera negli anni ’70, un periodo che definiva «meraviglioso». Negli ultimi anni, aveva trovato nel personaggio di Armando Ferraris ne Il Paradiso delle Signore una sorta di alter ego. «Mi sono ispirato agli operai milanesi degli anni ’60», aveva raccontato, «a quelli che vedevo partire al mattino con la schiscetta per andare in fabbrica o nei cantieri». Una figura che, nella sua semplicità, rappresentava valori come il lavoro, la dedizione e l’umanità.

Anche Daniela Fazzolari, sua amica e collega, ha espresso il proprio dolore. «Non riesco a parlare, sono distrutta», ha confidato, ricordando come Genuardi, alla chiusura improvvisa di CentoVetrine nel 2016, si fosse preoccupato soprattutto per i giovani colleghi. «Lui era forte, determinato, buono», ha aggiunto, «bastava a se stesso, ma voleva solo dare agli altri». Una generosità che ha caratterizzato non solo la sua vita professionale, ma anche quella privata, rendendolo un punto di riferimento per molti.

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