Petrolio greggio in calo tra Iran e segnali di mercato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il petrolio greggio è sceso per la seconda seduta consecutiva martedì, mentre il Brent ha continuato a perdere terreno dopo aver sfiorato i 120 dollari al barile nella fase più tesa legata allo Stretto di Hormuz. Il prezzo del greggio di riferimento del Mare del Nord si è poi portato sotto la soglia degli 80 dollari, attestandosi intorno ai 78, in un contesto in cui le notizie di mercato hanno progressivamente ridimensionato le aspettative costruite nelle settimane precedenti. A pesare è soprattutto il cambiamento rapido del quadro percepito dagli operatori, che ora osservano flussi fisici più abbondanti e una dinamica geopolitica meno restrittiva.
firstonline
+2
Il cambio di sentiment sul mercato del petrolio greggio
Il movimento del petrolio greggio riflette un cambio di sentiment che si è sviluppato nel giro di pochi giorni, passando da una fase dominata dalla paura di un blocco nello Stretto di Hormuz a una lettura più orientata all’abbondanza dell’offerta. I rialzisti che avevano costruito posizioni difensive su scenari di chiusura del passaggio strategico si sono trovati di fronte a segnali opposti, tra cui un traffico di petroliere su livelli record e indicazioni di flussi regolari. In questo contesto, i grandi fondi speculativi hanno aumentato le posizioni corte sul Brent, spingendosi su livelli di esposizione ribassista superiori a quelli osservati persino nel periodo della pandemia. ilsole24ore +2
Iran, Stati Uniti e la sospensione temporanea delle sanzioni
Un altro elemento centrale nella dinamica del petrolio greggio riguarda la decisione degli di sospendere per 60 giorni le sanzioni sul petrolio dell’, dopo i colloqui di pace avvenuti sul Lago di Lucerna in Svizzera. La misura, resa operativa tramite una licenza generale temporanea, autorizza la produzione, la consegna e la vendita di greggio iraniano fino al 21 agosto. La decisione si inserisce in un contesto di trattative ancora in corso tra Washington e Teheran, con l’obiettivo di trasformare un’intesa provvisoria in un accordo più stabile. Rimane aperto anche il tema dei fondi iraniani congelati all’estero, stimati in oltre 100 miliardi di dollari. gds +2
Flussi record e percezione del rischio sul petrolio greggio
La dinamica del petrolio greggio è influenzata anche dall’aumento dei flussi fisici, con un traffico di petroliere descritto come particolarmente intenso e una lettura del mercato che sembra aver assorbito rapidamente i timori geopolitici iniziali. Le dichiarazioni congiunte provenienti da Oman e Iran sono rimaste sullo sfondo, senza incidere in modo significativo sulle quotazioni, mentre la narrativa dominante si è spostata verso una maggiore disponibilità di barili sul mercato aperto. L’insieme di questi elementi ha contribuito a rafforzare l’idea di un equilibrio più orientato all’offerta, con il Brent che si muove in una fascia inferiore rispetto ai picchi recenti. gds +2




