Ryanair interrompe i voli in 13 aeroporti tra il 2026 e il 2027: costi, tasse e tutti gli scali
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Redazione Economia
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Ryanair ha interrotto o programmato di interrompere tutti i collegamenti con 13 aeroporti tra il 2026 e il 2027. Gli scali si trovano in otto Paesi: Spagna, Francia, Portogallo, Giordania, Turchia, Grecia, Serbia e Germania. A pesare sulle decisioni della compagnia irlandese sono soprattutto gli elevati costi aeroportuali e le tasse, ai quali si aggiungono, in alcuni mercati, le difficoltà legate al contesto geopolitico. L'ultimo annuncio in ordine di tempo riguarda l'aeroporto tedesco di Brema, dove il vettore cesserà le operazioni alla fine di marzo 2027 dopo 19 anni di attività.
L'uscita da Brema e il contenzioso sulle tariffe aeroportuali
La decisione su Brema è maturata al termine di una trattativa complessa sulle condizioni economiche di utilizzo dello scalo. Ryanair ha motivato il ritiro accusando le autorità tedesche e l'aeroporto di applicare costi eccessivi, in particolare per quanto riguarda la tassa sul traffico aereo, i diritti di sicurezza e i costi di accesso alle infrastrutture. Il vettore ha spiegato che tali oneri hanno reso lo scalo anseatico non competitivo rispetto ad altri aeroporti europei che stanno attivamente riducendo le tariffe per attrarre traffico.
Dal canto loro, le autorità di Brema hanno riferito che la compagnia aveva richiesto condizioni che avrebbero comportato una fruizione quasi gratuita delle strutture aeroportuali, un'ipotesi giudicata non sostenibile sotto il profilo economico e giuridico. Nel 2026, prima dell'uscita definitiva, lo scalo aveva registrato una ripresa dell'8% del traffico Ryanair, sostenuta anche dall'apertura del collegamento con Lamezia Terme e dal potenziamento di alcune rotte.
Fino alla cessazione delle operazioni resteranno attive sei destinazioni: Alicante, Lamezia Terme, Londra Stansted, Malaga, Palma di Maiorca e Zara. L'ultimo volo Ryanair da e per Brema è previsto per il 27 marzo 2027.
Il ridimensionamento della presenza in Germania
L'addio a Brema si inserisce in un quadro più ampio di riduzione della capacità di Ryanair sul mercato tedesco. Per il programma invernale, la compagnia ha annunciato una contrazione di circa 700.000 posti in Germania rispetto all'anno precedente, pari a un calo del 10%. La riduzione più consistente riguarda Berlino, dove il vettore ha chiuso la base operativa con sette aerei a partire dal 24 ottobre 2026, spostando i velivoli verso aeroporti ritenuti più competitivi in altri Paesi dell'Unione europea.
La capitale tedesca perde così circa la metà dell'offerta precedente, con dodici rotte cancellate del tutto e altre ridimensionate. Riduzioni minori, nell'ordine del 5%, sono state previste anche ad Amburgo, mentre la capacità viene ampliata a Memmingen e Colonia e due nuovi scali, Saarbrücken e Friedrichshafen, entrano per la prima volta nel programma invernale della compagnia.
Il quadro europeo dei tagli
Oltre alla Germania, l'elenco degli aeroporti dai quali Ryanair ha interrotto o interromperà tutti i collegamenti comprende scali distribuiti in diverse aree geografiche. Le cessazioni già avvenute riguardano Vigo in Spagna e Amman in Giordania, entrambe risalenti ai primi mesi del 2026. Nel corso dell'anno sono state progressivamente sospese le operazioni da scali come le Asturie in Spagna, Clermont-Ferrand e Rodez in Francia, Ponta Delgada e Terceira nelle Azzorre, in Portogallo, oltre a Bodrum e Dalaman in Turchia.
Completano il quadro le uscite da Kalamata e Volos in Grecia, da Niš in Serbia e, appunto, da Brema in Germania. Si tratta di aeroporti di dimensioni medio-piccole, spesso caratterizzati da una forte dipendenza da un numero limitato di collegamenti point-to-point, un modello operativo che Ryanair tende a riconsiderare quando i costi di accesso non garantiscono margini adeguati rispetto ad alternative più remunerative.
La scala operativa del vettore e la strategia di riallocazione
Nonostante i tagli, Ryanair resta il principale operatore europeo per numero di voli tra le compagnie che non fanno parte di gruppi aerei. Per il 2026 il vettore ha programmato una media di 3.272 movimenti giornalieri, in crescita del 4% rispetto all'anno precedente e pari a un nuovo record. La flotta, composta prevalentemente da Boeing 737-800 e 737 MAX 8-200, consente una capacità media di 191 posti per volo.
La strategia della compagnia prevede di ricollocare la capacità sottratta agli scali meno convenienti verso aeroporti e regioni europee che offrono condizioni economiche più favorevoli, in un contesto in cui la mobilità dei velivoli tra basi diverse è resa possibile da una rete di rotte prevalentemente point-to-point. Le decisioni annunciate riflettono un modello di allocazione delle risorse guidato dal confronto costante tra i diversi mercati, con la possibilità di trasferire aerei e equipaggi da una base all'altra in tempi relativamente brevi.
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