La crisi in Medio Oriente fa crollare i prezzi dei voli per Maldive e Giappone, ma sale il costo per Grecia e Spagna
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Redazione Esteri
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La crisi internazionale in corso, che continua a tenere banco sulle prime pagine di tutto il mondo, sta producendo un effetto paradossale sul mercato dei viaggi aerei. Se da un lato l’aumento vertiginoso del costo del carburante, conseguenza diretta delle tensioni geopolitiche, ha spinto le compagnie aeree a rivedere al rialzo molte tariffe, dall’altro lato si stanno aprendo scenari inaspettati per chi desidera raggiungere destinazioni esotiche. A certificare questa tendenza, che sembra ribaltare le tradizionali logiche di domanda e offerta, è l’associazione dei consumatori Assoutenti, la quale ha recentemente monitorato l’andamento dei biglietti per località dell’Oceano Indiano e dell’Asia.
L’effetto della guerra sui voli a lungo raggio
L’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente, nonostante abbia causato un generalizzato rincaro delle materie prime, sta paradossalmente giocando a favore dei viaggiatori diretti verso mete molto lontane. Secondo quanto rilevato dall’associazione, infatti, volare verso paradisi come le Maldive o le Seychelles non è mai stato così accessibile in questo periodo: si trovano biglietti di sola andata da Roma per l’arcipelago delle Maldive a partire da 250 euro, mentre per raggiungere le Seychelles ne bastano 197. Questi prezzi, che risultano essere significativamente più bassi rispetto a quelli registrati nelle scorse settimane, sono la diretta conseguenza della flessione della domanda. In pratica, molti viaggiatori – spaventati dalle notizie che arrivano dalla zona del conflitto o timorosi di possibili cancellazioni dei voli – stanno rinunciando a prenotare, lasciando così gli aerei semivuoti e costringendo gli algoritmi delle compagnie aeree a ridurre i listini per riempire i posti.
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Non si tratta solo delle isole dell’Oceano Indiano. L’analisi condotta da Assoutenti evidenzia come vi sia un vero e proprio crollo dei prezzi anche per diverse capitali asiatiche. Basti pensare che un volo per il Giappone si trova a 370 euro, mentre per raggiungere Hong Kong la spesa scende a 278 euro; analogamente, Tariffe vantaggiose si registrano per la Malesia (286 euro), Singapore (300 euro) e la Thailandia (290 euro). Per avere un termine di paragone, il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha spiegato che in alcuni casi viaggiare verso questi lidi lontani costa addirittura meno di quanto si sia speso durante le ultime festività pasquali per volare dal Nord Italia verso la Sicilia o la Sardegna.
Tuttavia, mentre l’Asia diventa un affare, il quadro che si prospetta per le vacanze estive nei luoghi tradizionalmente gettonati dagli italiani è diametralmente opposto. Il rischio concreto, come sottolineato dallo stesso Melluso, è che le destinazioni più vicine e tipicamente estive – come la Grecia e la Spagna – subiscano un forte rialzo nelle prossime settimane. La ragione è da ricercare nell’impennata del costo del jet-fuel, che grava in modo pesante sulle tratte più brevi, e nell’effetto di "fuga" dei vacanzieri che, abbandonando le mete orientali considerate "a rischio", si riversano sui lidi europei facendo schizzare i prezzi verso l’alto.
L’analisi dei dati e la strategia dei vettori
A confermare questa fotografia a due facce sono anche i dati percentuali che riguardano i voli per il mese di agosto. Un esempio lampante arriva dal collegamento Milano-Maldive: se a inizio marzo per partire il 9 agosto e tornare il 16 erano necessari circa 1.470 euro, oggi la stessa vacanza costa 1.056 euro, con una flessione del -28%. Nello stesso periodo, il volo Roma-Capo Verde è passato da 1.104 a 849 euro (-23%), mentre anche rotte come Sharm el-Sheikh e Zanzibar fanno segnare un -18%. Per Melluso, a questa dinamica contribuisce anche una precisa strategia di marketing: alcuni vettori del Golfo, per non volare in perdita su tratte che stanno soffrendo la carenza di passeggeri, hanno lanciato sconti speciali per invogliare i cittadini a salire a bordo.




