Nuova truffa su WhatsApp: come difendersi dal furto d'identità

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Una nuova, insidiosa ondata di truffe sta prendendo di mira gli utenti di WhatsApp, sfruttando, con subdola perizia, la fiducia che si ripone nei contatti conosciuti e la semplicità della condivisione di immagini. Il meccanismo, che le forze dell'ordine hanno già registrato in un numero crescente di casi, parte spesso da un messaggio che contiene un codice a sei cifre, apparentemente inviato per errore da un numero familiare. Chi riceve la comunicazione, spinto da un impulso di cortesia o da semplice curiosità, viene poi sollecitato a inoltrare quel codice per "aiutare" il mittente a risolvere un disguido. Quel semplice gesto, tuttavia, rappresenta il varco attraverso il quale i malviventi mettono a segno il loro piano.

Il meccanismo della frode

La pericolosità di questo sistema risiede tutta nella sua semplicità. Il codice a sei cifre, che molti potrebbero confondere con un comune pin, è in realtà il codice di verifica per l'attivazione di WhatsApp su un nuovo dispositivo. Quando un utente, ingannato dalla richiesta, inoltra questo codice, i truffatori lo utilizzano immediatamente per associare il numero della vittima a un telefono da loro controllato, effettuando di fatto il cosiddetto "SIM swapping". In questo modo, prendono il controllo dell'account, isolando il legittimo proprietario che, da un momento all'altro, si vede disconnesso senza alcuna spiegazione apparente. Il furto d'identità digitale, una volta compiuto questo passaggio, diventa un'eventualità concreta e dalle conseguenze potenzialmente gravi.

Le varianti della truffa

Parallelamente a questa frode, ne circola un'altra altrettanto subdola, che agisce promettendo facili guadagni. In questa variante, i messaggi arrivano proponendo la partecipazione a un sondaggio online, al termine del quale viene garantito un premio o un buono regalo di valore. Per ricevere il fantomatico riconoscimento, però, si viene indirizzati a fornire il proprio numero di telefono e, successivamente, un codice di otto cifre ricevuto proprio su WhatsApp. Anche in questo caso, si tratta di una trappola ben congegnata per impossessarsi dell'account, sfruttando l'ingenuità di chi crede di aver trovato un'occasione vantaggiosa. I criminali, del resto, non fanno che perfezionare le loro tecniche, adattandole alle abitudini degli utenti e ai meccanismi delle piattaforme più diffuse.

Come proteggersi

La difesa da queste minacce, per quanto sofisticate possano apparire, si basa su una regola fondamentale: la diffidenza. Nessun servizio legittimo, che sia WhatsApp stesso o un'azienda partner, chiederà mai di inoltrare codici ricevuti via messaggio. Quei numeri, siano essi a sei o a otto cifre, rappresentano delle vere e proprie chiavi d'accesso alla propria identità digitale e vanno custoditi con la massima attenzione, esattamente come si fa con le password dei conti bancari. È bene, quindi, diffidare di qualsiasi richiesta inaspettata, anche se proviene da un contatto noto, e attivare, ove disponibile, l'autenticazione a due fattori per aggiungere un ulteriore, robusto strato di sicurezza al proprio account.

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