Meloni difende l'accordo con le banche, pronto il via libera alla manovra
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Redazione Interno
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Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sulla manovra di bilancio, un provvedimento che, per finanziare gli interventi previsti, attinge in misura significativa al settore creditizio e a quello assicurativo. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ringraziato le banche per la disponibilità dimostrata, ammettendo che sono state necessarie "lunghe interlocuzioni" per giungere all'intesa. La stessa Meloni ha spiegato che "la disponibilità non era scontata", considerando che gli interlocutori in questione sono "grandi portatori di interessi", ma si è detta sicura che dall'accordo non scaturiranno "contraccolpi" o un "colpo di coda velenoso", lasciando intendere che il patto reggerà nonostante le difficoltà emerse durante la trattativa.
Le richieste di chiarimenti dall'Abi
Proprio la complessità dell'operazione ha spinto le banche, in una comunicazione giunta in tarda serata, a sollecitare il governo per ottenere il dettaglio dei provvedimenti che le riguardano. Fonti dell'Associazione Bancaria Italiana hanno giustificato la richiesta di chiarimenti con la necessità di valutare compiutamente l'impatto che il "contributo" richiesto dallo Stato avrà sui bilanci degli istituti, un passaggio cruciale per degli enti che devono rispondere ai propri azionisti e alla vigilanza di mercato.
Il mix di misure illustrate da Giorgetti
A illustrare la parte tecnica dell'accordo, in conferenza stampa al termine della riunione, è stato il ministro dell'Economia, il quale ha delineato un "mix di misure" di "carattere strutturale e congiunturale" per il settore finanziario. Tra gli elementi cardine, come annunciato, vi è "la possibilità di liberare le riserve poste a capitale", un meccanismo già previsto da una precedente legge di bilancio. Su questa operazione, che si configura come volontaria da parte degli istituti, verrebbe applicata un'imposta agevolata al 27,5 per cento, una cifra ben distante dall'aliquota standard del 40 per cento, con l'obiettivo di "affrancare" gli utili che erano stati precedentemente accantonati.
Le voci che compongono il finanziamento
Per coprire l'insieme degli interventi, che comprendono sia nuove spese pubbliche, come i fondi aggiuntivi per la sanità, sia minori entrate, derivanti ad esempio dagli sgravi sull'Irpef, il governo ha messo insieme una pluralità di voci. Oltre al contributo di banche e assicurazioni, che resta una delle fonti principali, si prevedono recuperi dai ministeri che non sono riusciti a spendere le somme a loro stanziate, il rinvio di alcune spese legate al Piano nazionale di ripresa e resilienza, che avrà un effetto importante sul computo generale, e infine un pacchetto di misure dedicate al contrasto dell'evasione fiscale, delle quali non sono stati ancora divulgati i dettagli operativi.




