L'Italia del rugby, nel diluvio dell'Olimpico, si svela battendo la Scozia nel Sei Nazioni
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Redazione Sport
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Una pioggia ostinata, quasi un diluvio biblico, ha trasformato il campo dello Stadio Olimpico di Roma in una palude, rendendo l’ovale scivoloso e imprevedibile, ma non è riuscita a smorzare l’ardore di una squadra che, fin dal primo fischio, ha dimostrato di voler scrivere una pagina diversa. Contro una formazione scozzese tradizionalmente solida e spesso rivelatasi una spina nel fianco, gli Azzurri hanno costruito una vittoria, per 18-15, che trae il suo fondamento non dalla fortuna ma da una preparazione tattica evidente e da una determinazione fino all’ultimo minuto.
Un avvio a segno che ribalta i pronostici
Quello che ha impressionato, al di là del risultato finale, è stata la capacità di imporre subito il proprio gioco, nonostante le condizioni proibitive. Come ha sottolineato il tecnico Gonzalo Quesada, l’inizio è stato la chiave di volta, con soluzioni studiate in allenamento portate in campo con freddezza: i due tentativi realizzati da Lynagh e Menoncello nel primo tempo, che hanno portato l’Italia sul 15-7, hanno infatti ribaltato uno schema consueto, visto che spesso in passato sono stati gli avversari a partire in pressing. Il gioco al piede, seppur complicato dal fango, e la gestione delle prime fasi hanno dimostrato una maturità di cui forse, fino a questa prova, si sospettava solo l’esistenza.
La tenuta difensiva e il valore di un MVP
La partita, com’è normale in un confronto così equilibrato, non è stata però solo attacco. Il secondo tempo ha visto gli scozzesi rientrare in gara, mettendo a dura prova la disciplina italiana, che ha commesso diversi falli. Proprio in questa fase di sofferenza, però, è emerso il carattere della squadra, capace di resistere a un assedio finale durato ben ventinove fasi di gioco, senza concedere penalità decisive e difendendo la propria linea con una grinta che ha pagato. In questo contesto, il pilone Simone Ferrari, eletto miglior giocatore della partita, ha impersonato lo spirito della squadra, fornendo una prestazione di potenza e tecnica che è stata decisiva nelle mischie e in campo aperto, guadagnandosi il riconoscimento a furor di pubblico.
I nodi da sciogliere e il peso della vittoria
La gioia per il successo, il primo in un esordio nel torneo da anni, non deve nascondere alcuni aspetti critici emersi durante l’incontro. Lo stesso allenatore ha parlato esplicitamente di troppe palle perse in attacco e di una disciplina che, in certi momenti, ha rischiato di costare caro, concedendo terreno e possibilità agli avversari. Sono elementi su cui lavorare per le prossime sfide, ma che non offuscano il valore di una prestazione corale, capace di coinvolgere un pubblico gremito nonostante il maltempo. Una vittoria che, più che un punto in classifica, sembra rappresentare un segnale di concretezza e un punto di partenza reale.




