L’anticiclone africano si riprende la scena: da lunedì 27 nuovo aumento di caldo e afa
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Redazione Interno
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La tregua dal caldo africano, quella che da inizio settimana ha restituito all’Italia condizioni meteo più vicine a un'estate tradizionale, sembra destinata a durare poco più di qualche giorno. Dopo una fase segnata da qualche residuo temporalesco, da un lento ma costante calo delle temperature e da un clima generalmente gradevole, lo scenario atmosferico si appresta a mutare nuovamente, con l’anticiclone africano pronto a riprendersi la scena e a riportare condizioni di stabilità e di caldo intenso su gran parte della Penisola.
Un clima quasi normale fino a venerdì, poi il cambio
Le prossime ore, fino almeno a venerdì 24 luglio, saranno ancora contraddistinte da un clima che gli esperti, come Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de, non esitano a definire "quasi normale". L'arrivo di una perturbazione atlantica, infatti, ha interrotto la morsa dell'anticiclone subtropicale che aveva portato temperature ben al di sopra delle medie stagionali durante il primo scorcio del mese.
Gli effetti di questa schiarita termica si faranno sentire gradualmente anche al Sud, sebbene le Isole Maggiori resteranno tenacemente vicine a picchi di 38-39°C, e non mancheranno alcuni temporali che potranno interessare soprattutto le regioni centro-meridionali.
L'abbassamento della tacca del termometro, particolarmente evidente al Nordest, in regioni come Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, è stato favorito anche dai fenomeni temporaleschi che si sono verificati nella giornata di martedì 21 luglio e che, stando alle previsioni, potrebbero ripresentarsi a tratti prima del fine settimana.
Il ritorno dell'anticiclone e l'afa di fine luglio
La vera svolta, tuttavia, è attesa per l'inizio della prossima settimana. Da lunedì 27 luglio, come confermano i modelli meteorologici, l'anticiclone africano tornerà a rafforzarsi in modo deciso, riportando condizioni più stabili su gran parte delle regioni. A questa stabilità si accompagnerà un progressivo aumento delle temperature, ma soprattutto della sensazione di afa e di umidità, che renderà le ore centrali della giornata particolarmente gravose, in particolare lungo le coste e nelle pianure interne.
Il cambiamento segnerà di fatto la fine della breve parentesi gradevole e l'inizio di una nuova fase rovente che, come sottolinea lo stesso Tedici, potrebbe riportarci a respirare un'aria che ricorda le estati passate. Non quelle idilliache degli anni '70 o '80, ma un clima tipico, per esempio, del quinquennio 2005-2010, quando l'accelerazione verso il riscaldamento globale era già evidente, ma ancora percepita come gestibile.
Il contesto climatico: un'impennata che non si ferma
Lorenzo Tedici, nel commentare la tendenza per i prossimi giorni, non manca di inquadrare il fenomeno in un contesto più ampio, ricordando una realtà ormai consolidata ma spesso rimossa. Dal 2014, la curva termica globale ha subito un'impennata ulteriore, portando le temperature medie su valori che gli scienziati definiscono preoccupanti. E oggi, aggiunge il meteorologo, siamo quasi ai titoli di coda, nel senso che le possibilità di invertire la rotta nei prossimi anni appaiono sempre più ridotte, motivo per cui diventa indispensabile procedere da subito con serie politiche di adattamento.
Il ritorno dell'anticiclone africano non rappresenta quindi un episodio isolato, ma l'ennesimo tassello di una stagione estiva che, anche nel 2026, sta confermando le proiezioni più pessimistiche sul fronte delle ondate di calore.
Le previsioni per il weekend, in attesa del grande caldo, indicano una domenica con l'ombrello in diverse aree, mentre da inizio settimana prossima l'afa ricomincerà a farsi sentire con insistenza, riportando le condizioni tipiche dell'estate più rovente. La pausa dal caldo è stata breve, ma ha avuto il merito di ricordare come un clima più mite sia ancora possibile, seppur per finestre temporali sempre più strette.
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