Emilia-Romagna, il Piano casa da 300 milioni per 5mila alloggi: primi cantieri entro settembre
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Redazione Interno
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Mentre a livello nazionale si attendono i primi bandi del Piano Casa del governo, l'Emilia-Romagna stringe i tempi per la propria declinazione regionale del programma. La Giunta guidata da Michele de Pascale ha messo a punto un piano da 300 milioni di euro, che in cinque anni punta a recuperare o realizzare circa 5.000 alloggi di edilizia residenziale sociale. Non è un investimento simbolico, considerando che l'Osservatorio regionale del sistema abitativo stima in quasi 30.000 le domande in attesa nelle graduatorie comunali per una casa popolare, a fronte di circa 7.000 alloggi pubblici che versano in stato di abbandono o sono inagibili per mancanza di manutenzione. L'obiettivo dichiarato è duplice: coprire circa il 16% del fabbisogno emerso dalle liste e ridurre del 70% il patrimonio inutilizzato, restituendo al mercato appartamenti oggi chiusi o fatiscenti.
La struttura del finanziamento e le risorse impiegate
La regia del progetto poggia su una struttura finanziaria articolata: 50 milioni arrivano dal bilancio regionale, 50 milioni dalla riprogrammazione del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e la quota più consistente, pari a 200 milioni, deriva da un mutuo trentennale stipulato con la Banca europea per gli investimenti (Bei).
Come spiegato dall'assessore regionale alle Politiche abitative Giovanni Paglia, il piano prevede che siano i canoni di locazione degli alloggi riqualificati a generare i flussi di cassa per sostenere le rate del rimborso, con un meccanismo di autofinanziamento che dovrebbe scattare a partire dal gennaio del prossimo anno.
La legge regionale approvata a giugno, che ha modificato la normativa del 2001 sull'edilizia pubblica, introduce anche una banca dati regionale dedicata agli alloggi sfitti e agli interventi di recupero, con l'obiettivo di rendere più trasparente e monitorabile l'intero processo di riqualificazione.
Il target della fascia grigia e i criteri di accesso
La platea dei beneficiari individuata dalla Regione è quella dei nuclei familiari cosiddetti della "fascia grigia", una categoria che rappresenta uno dei vuoti più profondi delle politiche abitative tradizionali. Con un Isee compreso tra 8.000 e 35.000 euro, questi cittadini sono considerati troppo ricchi per accedere all'edilizia residenziale pubblica tradizionale (Erp), ma non dispongono di un reddito sufficiente per sostenere i prezzi ormai proibitivi del mercato privato degli affitti.
La Regione ha fissato un parametro di sostenibilità molto chiaro: la spesa mensile per l'affitto non dovrà superare il 20% del reddito netto del nucleo familiare, un obiettivo che per un appartamento tipo di 70 metri quadrati si traduce in un canone stimato di circa 350 euro al mese.
Le città che hanno manifestato il maggior numero di richieste di intervento sono Reggio Emilia e Ferrara, con oltre 200 immobili segnalati da recuperare, ma la pressione abitativa si fa sentire in modo significativo anche nelle province costiere della Romagna, dove il fenomeno degli affitti brevi legati al turismo ha ulteriormente ridotto l'offerta per i residenti.
Le tempistiche e la logica degli interventi
L'avvio operativo del programma è previsto per settembre, con i primi cantieri che interesseranno 1.100 fabbricati ex-Erp già abbinati alle famiglie assegnatarie. La scelta di procedere a un accoppiamento preventivo tra alloggio e futuro inquilino, che dovrà versare una caparra prima dell'inizio dei lavori, nasce dall'esigenza di evitare sprechi di risorse pubbliche.
In sostanza, i lavori di ristrutturazione su un immobile partono solo se esiste già una domanda certa di locazione da parte di un nucleo familiare, un meccanismo che dovrebbe scongiurare il rischio di investire in aree dove la domanda abitativa non è reale e di ritrovarsi con appartamenti ristrutturati ma invenduti.
La strategia si inserisce in un più ampio quadro di riqualificazione urbana che include il recupero non solo di alloggi popolari, ma anche di edifici pubblici dismessi come ex scuole e uffici, nel rispetto del principio del "riuso prima di costruire" che la Regione intende perseguire per azzerare il consumo di nuovo suolo.
Sul fronte nazionale, intanto, il primo bando da 700 milioni per la ristrutturazione delle case popolari inagibili è atteso per settembre, mentre il commissario straordinario Felice Squitieri, nominato dal governo, sta lavorando alla distribuzione delle risorse tra le regioni sulla base del censimento del patrimonio Erp del 2021, con l'obiettivo di completare una prima quota di alloggi riqualificati entro marzo del prossimo anno e di concludere l'intero programma entro il 2027.
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