Cecilia Sala arrestata in Iran, trattative in corso per il rilascio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Iran ha ammesso oggi per la prima volta la detenzione della giornalista italiana Cecilia Sala, arrestata il 19 dicembre scorso e attualmente detenuta nel carcere di Evin. Le accuse mosse contro di lei, sebbene generiche, riguardano la violazione delle leggi della Repubblica islamica dell'Iran. La Farnesina, interpretando questo atto ufficiale come un segnale positivo, ha avviato una fitta trattativa diplomatica a tre fra Teheran, Roma e Washington per ottenere il rilascio della reporter.

Secondo il Dipartimento di Stato americano, l'arresto di Cecilia Sala sarebbe una rappresaglia per la cattura in Italia di Mohammad Abedini Najafabadi, un ingegnere dei droni svizzero-iraniano fermato all'aeroporto di Malpensa il 16 dicembre su mandato degli Stati Uniti. L'Iran, infatti, vorrebbe che l'Italia negasse l'estradizione di Najafabadi, detenuto nel penitenziario milanese di Opera, come condizione per liberare la giornalista.

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, ha dichiarato che il caso di Cecilia Sala è l'ennesimo esempio di una politica che arresta prigionieri considerati pedine di scambio. La situazione è resa ancora più complessa dalla necessità di mediare e sperare fino all'insediamento del presidente americano Donald Trump, previsto per il 20 gennaio, e del cambio ai vertici di FBI e CIA.

Nel frattempo, la strategia italiana punta sulla mediazione della Turchia e su un possibile aiuto da parte di Trump. Tuttavia, le trattative si preannunciano spinose e potrebbero richiedere settimane per arrivare a una soluzione.

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