Napoli New York, intervista al regista Salvatores e al cast

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nel cuore di una Napoli devastata dalla miseria del dopoguerra, tra le macerie di una città piegata dalla povertà, si snoda la trama di "Napoli New York", il nuovo film di Gabriele Salvatores, in uscita il 21 novembre. Il regista, noto per la sua capacità di raccontare storie intense e coinvolgenti, ha scelto di portare sul grande schermo un soggetto mai realizzato di Federico Fellini e Tullio Pinelli, creando una favola che si muove in quello spazio mediano tra realtà e fantasia, dove l'invenzione diventa autentica.

Antonio Guerra, giovanissimo protagonista del film, classe 2009, ha raccontato a LaPresse la sua esperienza sul set, descrivendo Salvatores come un "fratellone" e Pierfrancesco Favino come un maestro umile, capace di insegnare l'importanza di non montarsi mai la testa. Guerra, che ha dovuto conciliare le riprese con lo studio per l'esame di terza media, ha sottolineato quanto sia stato impegnativo ma al contempo gratificante recitare alla sua età.

Il film, che chiede allo spettatore un atto di fiducia per accettare una narrazione che non vuole essere né realistica né fantastica, si basa su una frase di Fellini: "L'autenticità dell'invenzione". Questa citazione, scritta a Tullio Pinelli, rispecchia perfettamente l'essenza di "Napoli New York", un'opera che nasce da un soggetto mai realizzato dei due maestri del cinema italiano.

Durante le riprese, Guerra ha avuto l'opportunità di lavorare a stretto contatto con attori del calibro di Favino, che gli ha insegnato l'importanza dell'umiltà e della dedizione al proprio lavoro.

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