Iran interrompe gli impegni con gli USA dopo l’escalation
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Redazione Esteri
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L’Iran ha interrotto gli impegni con gli USA previsti dal protocollo d’intesa sulla tregua, secondo quanto dichiarato dal viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. Teheran ha spiegato che la decisione è arrivata dopo quella che ha definito una violazione completa del protocollo da parte americana, mentre erano in corso negoziati tra le due parti. La sospensione degli impegni si inserisce in una nuova fase dello scontro tra Iran e Stati Uniti, segnata da una serie di attacchi e contrattacchi che hanno ampliato il fronte della crisi in Medio Oriente.
Lo scambio di accuse è arrivato dopo una nuova notte di bombardamenti e operazioni militari. Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver colpito obiettivi militari strategici sul territorio iraniano, mentre Teheran ha rivendicato attacchi contro basi statunitensi in Giordania, Kuwait, Bahrein e Arabia Saudita. Secondo quanto riferito dal Centcom, tra gli obiettivi colpiti dagli attacchi americani ci sarebbero stati depositi di armi sotterranei e infrastrutture militari. La risposta iraniana ha coinvolto anche strutture e aree considerate collegate alla presenza degli Stati Uniti nella regione.
La situazione è ulteriormente aumentata di tensione dopo le dichiarazioni iraniane sulla chiusura dello Stretto di Hormuz e sulla sospensione degli impegni previsti dal memorandum d’intesa con Washington. Le comunicazioni arrivate da Teheran hanno accompagnato una nuova serie di episodi militari, con esplosioni segnalate lungo lo stretto. Secondo fonti iraniane, due petroliere sarebbero state coinvolte in un incendio mentre navigavano in una zona minata, ma Washington ha smentito questa ricostruzione.
Nuovi attacchi tra Iran, Stati Uniti e alleati nel Golfo
Gli attacchi hanno coinvolto diversi Paesi della regione e hanno portato a una nuova escalation del conflitto. L’Iran ha colpito la Giordania e altri alleati di Washington nel Golfo il 18 luglio, dopo la settima notte consecutiva di raid statunitensi contro obiettivi militari iraniani. Il Kuwait è stato interessato da un attacco prolungato: un impianto di desalinizzazione è stato colpito e le operazioni all’aeroporto internazionale del Kuwait sono state sospese a causa di ripetute minacce legate a missili e droni.
Nel corso della giornata sono arrivate anche altre informazioni sugli effetti dello scontro. In Kuwait sono state segnalate fiamme alte e fumo denso provenienti da un impianto petrolifero colpito dall’Iran, mentre continuava lo scambio di attacchi tra Teheran e Washington. Le autorità e le parti coinvolte hanno diffuso ricostruzioni differenti sugli eventi, con accuse reciproche sulle operazioni condotte e sulle conseguenze dei bombardamenti.
La crisi dopo il collasso del cessate il fuoco
La nuova escalation si è verificata a una settimana dal collasso del cessate il fuoco, secondo quanto riportato negli aggiornamenti sulla situazione. L’interruzione degli impegni previsti dal protocollo d’intesa tra Iran e Stati Uniti rappresenta un ulteriore passaggio nello scontro diplomatico e militare tra i due Paesi. Le dichiarazioni del viceministro degli Esteri iraniano hanno collegato direttamente la sospensione del protocollo alle mosse americane definite aggressive da Teheran.
Le operazioni militari sono proseguite con una nuova notte di raid incrociati. Secondo le informazioni diffuse, ci sarebbero stati tre morti e diversi soldati statunitensi feriti, anche se i dati riportati arrivano da fonti diverse. La situazione resta caratterizzata da attacchi, rivendicazioni contrapposte e conseguenze che coinvolgono più aree del Medio Oriente, tra cui lo Stretto di Hormuz e i Paesi del Golfo interessati dalle operazioni.




