Aston Martin si intromette nel duello Toyota-Ferrari alla 8h del Bahrain
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Sotto il cielo che vira verso il crepuscolo sul tracciato di Sakhir, la 8 Ore del Bahrain, atto conclusivo del FIA World Endurance Championship 2025, ha superato il giro di boa vivendo la sua prima fase di neutralizzazione proprio al termine della quarta ora, un momento cruciale che ha interrotto il serrato scambio di posizioni in testa. Fino a quel frangente, il dominio assoluto nella classe Hypercar era sembrato un'esclusiva questione tra le Toyota GR010 Hybrid e le Ferrari 499P, le quali, dopo un avvio di gara in cui le vetture giapponesi avevano preso il largo, si erano riavvicinate dando vita a un confronto tecnico di altissimo livello. Tra di esse, complice una strategia efficace e ritmi costanti, è riuscita a inserirsi una Aston Martin, alterando una dinamica che fino a quel momento pareva cristallizzata. L'incidente, per fortuna senza gravi conseguenze per il pilota ma che ha coinvolto la Ferrari #54 di Thomas Flohr, ha imposto l'uscita della safety car, congelando le distanze e costringendo tutti i team a rivedere i piani prestabiliti.
L'avvio secondo il copione Toyota
La partenza della gara, come spesso accaduto in questa stagione, aveva visto le Toyota imporre un ritmo insostenibile per chiunque, con le GR010 Hybrid di Mike Conway e Brendon Hartley che hanno costruito un margine significativo già nei primi giri, sfruttando la qualifica che le aveva viste in prima fila. Alle loro spalle, il gruppo di testa era animato da un'aggressiva Cadillac #12 di Will Stevens, la quale si era infilata con decisione tra le due Peugeot di Loic Duval e Paul Di Resta, prima di essere ripassata da quest'ultimo in un contre-temps che ha dimostrato la tenacia di tutti i costruttori in lotta per posizioni di prestigio. La Ferrari, da parte sua, ha inizialmente faticato a mantenere il contatto visivo con le leader, pur sapendo di possedere un'arma in più nella lunga distanza, quella stessa che le ha permesso di riconfermarsi per il terzo anno consecutivo alla 24 Ore di Le Mans.
La rimonta del Cavallino Rampante
Con il procedere delle ore, la scena ha iniziato a mutare progressivamente; la 499P numero 51, affidata alle cure di Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi, ha infatti avviato una rimonta metodica che l'ha portata a insidiare la seconda piazza, riducendo il divario dalla Toyota di testa e dimostrando una competitività che le qualifiche non avevano completamente lasciato presagire. Mentre le due Porsche e le due Cadillac, rivali dirette di Maranello per l'assegnazione dei titoli mondiali, sembravano per il momento arrancare in una zona di gara più defilata, la vettura italiana ha incrementato la sua pressione, trovando quel passo gara che in passato le ha consentito di dominare gran parte della stagione e di presentarsi all'appuntamento decisivo del Bahrain con un cospicuo vantaggio in classifica.
La classifica si ricompatta dopo la neutralizzazione
L'episodio che ha coinvolto la vettura di Flohr, sebbene privo di esiti drammatici, ha di fatto rivoluzionato la gestione della gara, riaccorciando il treno di testa e offrendo una seconda chance a chi aveva accumulato uno svantaggio. La safety car, entrata in pista a metà della quarta ora, ha infatti annullato i distacchi faticosamente costruiti, rimettendo in discussione le strategie sui pit stop e preparando il terreno per un finale di gara dove tutto potrà succedere. La Aston Martin, che si era ritagliata un ruolo da terza incomoda, le due Toyota e le Ferrari, con la numero 50 e la numero 83 tornate in corsa per un piazzamento di alto livello dopo le difficoltà iniziali, si trovano ora in una situazione di parità virtuale, pronte a lottare per la vittoria in un campionato che ha mantenuto fino all'ultimo le sue promesse di spettacolo.




