Accoltella una donna al collo a Torino, fermato da alcuni passanti: ventunenne in arresto per tentato omicidio
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Redazione Interno
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Il quartiere Barriera di Milano, alla periferia nord del capoluogo piemontese, è stato scenario nella serata di giovedì 5 marzo di un’aggressione dalle dinamiche tanto violente quanto, stando alle prime ricostruzioni, del tutto immotivate. Un uomo di ventun anni, originario del Marocco, è stato bloccato da alcuni coraggiosi testimoni dopo aver colpito al collo con un coltello una giovane donna di origini cinesi, la quale, come hanno poi accertato i carabinieri del nucleo radiomobile intervenuti sul posto, non avrebbe mai incrociato prima il suo aggressore. L’episodio, avvenuto intorno alle 22 e 30 all’altezza dell’incrocio tra corso Giulio Cesare e corso Novara, avrebbe potuto avere conseguenze ben più tragiche se non fosse stato per la pronta reazione di alcuni presenti, i quali non hanno esitato a intervenire per fermare quella che a tutti gli effetti si stava configurando come una furia omicida.
La dinamica dell'aggressione e il tempestivo intervento dei testimoni
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il ventunenne avrebbe iniziato a vagare per la via impugnando un coltello da cucina, brandendolo in modo minaccioso contro i passanti che in quel momento si trovavano sul medesimo marciapiede. Un comportamento, il suo, che ha immediatamente creato una situazione di panico e allarme tra la gente, fino a quando la sua attenzione non è caduta sulla vittima designata. Senza alcun preavviso o scambio di parole, il giovane si è scagliato contro la donna, sferrandole una coltellata all’altezza del collo. Un gesto rapido e brutale, che ha provocato una ferita profonda, per quanto, fortunatamente, non letale. I presenti, anziché farsi prendere dal terrore e fuggire, hanno avuto la prontezza di intervenire fisicamente: in più persone sono riusciti a bloccare l’aggressore, a disarmarlo e a trattenerlo fino all’arrivo dei militari dell’Arma, chiamati nel frattempo attraverso il numero unico di emergenza 112. Un gesto di responsabilità civile che ha impedito all’uomo di proseguire nella sua folle azione o di darsi alla fuga.
La vittima e le indagini: si cerca il movente
La donna, una ventiduenne di nazionalità cinese, è stata immediatamente soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata in codice rosso all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. I medici, dopo averla medicata e aver suturato la ferita, l’hanno giudicata guaribile in trenta giorni, sciogliendo così le riserve sulla sua prognosi e confermando che non versa in pericolo di vita. Gli elementi raccolti finora dai carabinieri delineano un quadro in cui l’aggressione appare del tutto casuale. Il ventunenne e la vittima, infatti, non si conoscevano e nessun legame, neppure superficiale, è emerso tra loro, lasciando agli investigatori il compito più complesso: comprendere le ragioni profonde di un gesto di una violenza tanto gratuita. Le indagini si concentrano ora sulla possibilità che l’uomo abbia agito in un momento di totale alterazione psichica o sotto l’effetto di sostanze, sebbene al momento non vi siano conferme ufficiali in tal senso.
L'arresto e la posizione del ventunenne
Una volta bloccato dai passanti e consegnato ai carabinieri, il giovane di origini marocchine è stato dichiarato in stato di fermo e successivamente tratto in arresto con l’accusa di tentato omicidio. L’arma del delitto, il coltello da cucina utilizzato per ferire la donna, è stata sequestrata e sarà sottoposta ai consueti accertamenti tecnici. L’uomo, al momento della sua uscita violenta sulla scena, non aveva con sé documenti e le informazioni sulla sua identità e sulla sua posizione regolare sul territorio nazionale sono ancora in fase di verifica da parte delle forze dell’ordine. L’iter giudiziario che lo attende, dopo la convalida dell’arresto, dovrà fare luce non solo sulla sua effettiva capacità di intendere e di volere al momento dei fatti, ma anche sulla catena di circostanze che lo hanno portato a impugnare un’arma e a colpire una perfetta sconosciuta nel cuore di una periferia torinese.




