Gianni Petrucci: «Dal 2027 la Nba sbarca in Europa, con Roma e Milano in prima fila»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pallacanestro continentale, dopo anni di attesa e di indiscrezioni ricorrenti, si appresta a varcare una soglia storica, quella che la porterà ad ospitare un campionato NBA in terra europea. A confermarlo, con il tono pacato ma deciso di chi conosce i meccanismi delle grandi trattative, è il presidente della Federbasket Gianni Petrucci, il quale, nel corso di un’intervista, ha sciolto ogni riserva definendo l’operazione ormai «fatta» e, anzi, «ufficiale». L’avvio del progetto, che rappresenta una rivoluzione epocale per lo sport del canestro nel Vecchio Continente, è fissato per il 2027, quando prenderà il via una competizione articolata su sedici formazioni.

Il modello e le regole del nuovo torneo

Il disegno complessivo, delineato da Petrucci, prevede un campionato che includerà un nucleo di squadre fisse, alle quali se ne aggiungeranno altre – a completamento dell’organico – in virtù di meriti sportivi conseguiti nei rispettivi campionati nazionali. Uno degli aspetti fondamentali, su cui il dirigente ha posto particolare enfasi, riguarda l’obbligo per queste franchigie di partecipare regolarmente ai propri tornei domestici, garantendo così un legame solido con i territori di appartenenza e scongiurando il rischio di una league avulsa dai contesti locali. Un altro pilastro, non meno importante, è la piena disponibilità dei giocatori a rispondere alle convocazioni delle rispettive Nazionali, salvaguardando in questo modo il valore e l’integrità delle competizioni internazionali.

Roma e Milano come fulcri dell’operazione

Il panorama italiano, in questo ambizioso mosaico, non potrebbe che vedere protagoniste le due metropoli che storicamente dettano il ritmo del basket nazionale. Roma e Milano, infatti, sono indicate senza mezzi termini come le uniche città del Paese in grado di ospitare una simile iniziativa, dotate come sono – o come si prevede saranno – dell’appeal commerciale e delle infrastrutture adeguate. Proprio sulla Capitale, del resto, si concentrano da tempo progetti di riqualificazione impiantistica, con il complesso del Foro Italico destinato a diventare un polo per diciotto discipline diverse, un intervento che si inserisce in un orizzonte più ampio che guarda anche all’organizzazione degli Europei di calcio del 2032.

Gli investitori e il cantiere già aperto

Se i dettagli operativi, come l’identità precisa degli investitori e il brand con cui scenderà in campo la futura franchigia romana, restano al momento confinati in un cono d’ombra, Petrucci ha nondimeno chiarito che «le grandi manovre sono già partite». Una dichiarazione che lascia intendere come il percorso sia ormai su binari concreti e irreversibili. Senza scendere in speculazioni, il presidente non ha escluso categoricamente un eventuale interesse da parte del gruppo Friedkin, il quale, avendo già maturato una significativa esperienza nella gestione di una società di calcio di massimo livello, potrebbe valutare di estendere i propri investimenti anche all’universo della palla a spicchi, in un’ottica di diversificazione del proprio portafoglio sportivo.

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