L’autogol della sinistra e il regalo a Meloni: Landini, i referendum e la strategia mancata

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Maurizio Landini, segretario della Cgil, e i leader dell’opposizione che hanno sostenuto i suoi referendum sul lavoro e sulla cittadinanza agli stranieri, sembrano aver ignorato una lezione elementare: quella che Sun Tzu, nel suo L’arte della guerra, sintetizzava con la necessità di conoscere sé stessi e l’avversario prima di ingaggiare battaglia. Una regola che, al di là dei campi di combattimento, vale per chiunque ambisca a ottenere un risultato, sia esso politico, sportivo o semplicemente strategico. Eppure, quella di domenica e lunedì è stata una sconfitta annunciata, con un’affluenza ferma al 30,58%, ben lontana dal quorum necessario.

Landini, che pure ha ammesso di non aver raggiunto l’obiettivo, ha rifiutato ogni accenno a dimissioni, sostenendo che da oggi nascerà un “sindacato di strada”. Ma la realtà è che, mentre i hanno stravinto sulle norme del lavoro (con oltre il 90% dei consensi), il fronte del no ha prevalso sulla cittadinanza agli stranieri, superando il 35%. Un dato che, al di là delle dichiarazioni di facciata, dimostra come la sinistra abbia commesso un clamoroso autogol, regalando involontariamente argomenti al governo Meloni.

La situazione ricorda, per certi versi, quella di Luciano Spalletti sulla panchina della Nazionale: dopo la disfatta in Norvegia e una vittoria stentata contro la Moldova, il ct ha continuato a credere di poter qualificare l’Italia al Mondiale, nonostante i pessimi risultati degli ultimi 22 mesi. Ma mentre Spalletti, almeno, può contare su una squadra in evoluzione, Landini si trova davanti a un muro di disinteresse, con un elettorato che, in gran parte, ha preferito restare a casa.

Il problema, però, non è solo l’esito del voto. Quel che emerge con chiarezza è la mancanza di una strategia convincente. Promuovere una consultazione senza aver costruito un reale coinvolgimento popolare, senza aver saputo trasformare il malcontento in partecipazione, è stato un errore grossolano. E mentre la destra può tirare un sospiro di sollievo, la sinistra si ritrova divisa, con un sindacato che rischia di uscire ulteriormente indebolito da questa prova.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.