Maltempo, allerta rossa in tre regioni e un metro di neve sull’Appennino: la tempesta Erminio non molla la presa
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Redazione Interno
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È una primavera che non vuole saperne di farsi riconoscere, quella che stiamo vivendo, e la conferma arriva dall’ennesimo ciclone mediterraneo – il terzo in appena due settimane, dopo Samuel e Deborah – che risponde al nome di Erminio. Proprio quest’ultimo, alimentato da una massa d’aria polare marittima riversatasi sui mari italiani, sta scaricando il suo carico di disagi in particolare sulle regioni centrali e meridionali della Penisola, con un’intensità che ha spinto il Dipartimento della Protezione Civile Nazionale a emettere un avviso di condizioni meteorologiche avverse, il numero 26032, estensione del precedente 26031. Tradotto in termini operativi: per la giornata di giovedì 2 aprile, il Centro Funzionale d’Abruzzo ha diramato un’allerta rossa meteo-idrologica che interessa non solo l’Abruzzo ma anche il Molise e la Puglia, un segnale inequivocabile della severità del fenomeno in corso.
Un evento nevoso eccezionale per la stagione, con accumuli straordinari
Se è vero che le precipitazioni nevose in Appennino non rappresentano di per sé una rarità, è altrettanto vero che l’entità degli accumuli previsti per questo periodo assume i contorni dell’eccezionalità. Secondo le analisi dei centri meteorologici, tra mercoledì 1 e giovedì 2 aprile, oltre i mille metri di quota, tra Abruzzo e Molise si potranno raggiungere accumuli fino a un metro di neve fresca; e non finisce qui, perché i fiocchi sono attesi anche a quote decisamente più basse, quelle collinari, imbiancando scenari che solitamente a inizio aprile sarebbero già stati invasi dal verde. Le immagini provenienti da Pescocostanzo, in provincia dell’Aquila, a circa 1400 metri, raccontano di una vera e propria bufera: vento e neve che riducono la visibilità a zero e restituiscono un paesaggio più invernale che primaverile, come documentato dalle webcam locali.
Venti di burrasca e mareggiate, il quadro delle criticità e le evacuazioni
Non è soltanto la neve il problema, beninteso. La tempesta Erminio, che solo nella tarda serata di venerdì 3 aprile inizierà ad allontanarsi verso la Grecia, sta generando venti settentrionali con intensità di burrasca o tempesta su tutte le regioni centro-meridionali, sulle Isole maggiori e sui mari circostanti. Questo quadro ventoso – associato a piogge abbondanti e a un marcato raffreddamento temporaneo – ha già prodotto conseguenze tangibili sulla viabilità e sulla sicurezza delle persone. Nel basso Molise, per esempio, si è reso necessario procedere ad alcune evacuazioni, mentre il casello autostradale di Termoli è stato chiuso per consentire la gestione dell’emergenza e limitare i rischi per gli automobilisti. L’allerta rossa in Abruzzo, in particolare, indica criticità idrogeologiche diffuse: frane, smottamenti e improvvisi innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua non sono scenari ipotetici, ma conseguenze attese di un’onda di maltempo che non mostra segni di cedimento.
L’evoluzione verso il miglioramento, ma il conto del maltempo è già pesante
La tregua, se così si può chiamare, è prevista soltanto per la fine della giornata di venerdì. Quando la tempesta Erminio si sarà spostata definitivamente sul mar Egeo, i forti venti settentrionali inizieranno ad attenuarsi e le condizioni meteo miglioreranno gradualmente, a partire dalle regioni settentrionali per estendersi poi al resto del Paese. Nell’immediato, però, le cronache raccontano di strade bianche a quote incongrue per il mese di aprile, di alberi sradicati lungo le coste adriatiche e di interi paesi rimasti per ore senza corrente elettrica a causa delle raffiche di vento. Gli enti locali, in coordinamento con la protezione civile, hanno attivato i centri operativi comunali e invitato la popolazione a limitare gli spostamenti non necessari, soprattutto nelle aree interne montane e collinari. È un quadro che restituisce l’immagine di una primavera in affanno, con l’inverno che non molla la presa e con i territori appenninici costretti a fare i conti con una neve copiosa e inattesa.




