«Invecchiare è una fortuna»: Georgina, Chiara e le altre contro i commenti social sul corpo che cambia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sul corpo delle donne, soprattutto se famose, il giudizio sociale è una ghigliottina che non conosce età. Troppo formose o, al contrario, troppo magre; invecchiate male oppure piene di botox; lo scrutinio incessante dei social network non fa sconti e le osservazioni non richieste fioccano con cadenza quotidiana.
A fare i conti con questo circo mediatico ci hanno provato in tante, da Chiara Ferragni a Georgina Rodríguez, passando per Ariana Grande, e la sensazione è che, nonostante i decenni di battaglie femministe sul tema, il doppio standard tra i corpi maschili e femminili sia ancora lontano dall'essere archiviato.
Le parole di Chiara Ferragni e il pentimento estetico
Chiara Ferragni, fresca di una rinascita professionale e personale dopo il proscioglimento dall'inchiesta per truffa aggravata e la fine del matrimonio con Fedez, ha scelto di rompere il silenzio con una serie di risposte ai follower che la ritraggono al naturale, struccata e in accappatoio. L'imprenditrice digitale, che a 39 anni si trova in una fase di profonda rielaborazione della propria immagine, ha confessato senza filtri il suo rapporto con i ritocchi estetici, ammettendo un pentimento su un trattamento che ha poi deciso di far sciogliere.
«Il botox è l'unica cosa che faccio», ha dichiarato, ribadendo con fermezza che qualsiasi intervento sul proprio corpo deve essere una scelta intima e personale, mai dettata dal desiderio di compiacere il prossimo o di rispondere a standard imposti dall'esterno.
Il peso dei commenti social: il caso di Ariana Grande
Non è solo una questione di età matura, perché il fenomeno colpisce trasversalmente anche le giovanissime star internazionali. Ariana Grande, infatti, ci aveva già provato nel 2023 a mettere un freno alla valanga di critiche sul suo fisico, chiedendo ai follower di smettere di confrontare il suo corpo attuale con quello mostrato negli anni precedenti. «Ci sono molti modi diversi di apparire sani e belli», aveva spiegato la cantante, ma le pressioni sono proseguite fino a spingerla a decidere di fermarsi e di non alimentare più quel tipo di dialogo tossico.
Gli attacchi si ripetono sempre uguali: «Stai ingrassando», «Stai invecchiando», come se il trascorrere del tempo e i naturali mutamenti fisiologici fossero una colpa da espiare, una sorta di decadenza morale più che fisica.
Il fenomeno del body shaming e il doppio standard di genere
Il problema, peraltro, non è nuovo e affonda le radici in un terreno culturale che le studiose femministe denunciano da anni: agli uomini è concesso invecchiare, aggiungere peso, mostrare rughe e capelli bianchi senza che la loro carriera o la loro desiderabilità sociale ne risentano in modo significativo; per le donne, invece, ogni minima variazione viene registrata, commentata e spesso condannata come un difetto.
Questo doppio standard genera una pressione costante che spinge molte professioniste dello spettacolo a ricorrere a trattamenti sempre più invasivi per mantenere un'apparenza giovanile, salvo poi essere accusate di essersi stravolte o di aver ceduto alla tirannia del chirurgo estetico. Insomma, in un cortocircuito perverso, qualsiasi scelta viene trasformata in un motivo di critica: se non ti ritocchi sei trasandata, se lo fai sei artificiale.
Georgina Rodríguez e la difesa del corpo materno
Anche Georgina Rodríguez, compagna di Cristiano Ronaldo, si è trovata al centro di un vespaio di polemiche per le foto in cui mostrava i segni della gravidanza, con commenti che giudicavano il suo fisico come troppo cambiato o poco tonico. La modella spagnola ha risposto con una filosofia che riecheggia le parole di molte altre colleghi, rivendicando il diritto a mostrarsi così com'è e a considerare l'invecchiamento, o più semplicemente il cambiamento, come parte di un percorso naturale che non deve essere oggetto di approvazione pubblica.
«Invecchiare è una fortuna», è il mantra che alcune di loro hanno iniziato a condividere, quasi come un atto di resistenza contro una cultura che vorrebbe le donne immobili nel tempo, private della loro dimensione umana più autentica fatta di cicatrici, smagliature e rughe d'espressione.
Eppure, nonostante gli appelli e le testimonianze, il meccanismo sembra difficile da spezzare: le star sono esposte a un continuo scrutinio social e le osservazioni non desiderate continuano ad arrivare, alimentando un dibattito che, di fatto, costringe le donne a giustificare pubblicamente l'evoluzione del proprio corpo.
La scelta di Chiara Ferragni di mostrarsi al naturale e di ammettere i propri pentimenti estetici, così come il tentativo di Ariana Grande di porre un limite ai paragoni, rappresentano due facce della stessa medaglia: il tentativo, ancora faticoso e solitario, di rivendicare un diritto fondamentale, ovvero quello di cambiare, sbagliare, correggersi e invecchiare senza dover chiedere il permesso o l'assoluzione a una comunità di sconosciuti armati di tastiera.
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