Omicidio a Modena, fermato un tunisino di 46 anni per l'uccisione di un connazionale
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Redazione Interno
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Un uomo di 46 anni, di nazionalità tunisina, è stato fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio volontario, a poche ore dalla morte violenta di un suo connazionale, Chaouki Mansouri, la quale ha insanguinato la notte modenese in un’area a ridosso del centro storico. I due uomini, stando a quanto è emerso dalle prime indagini, dividevano da diversi mesi lo stesso appartamento in via Roncaglia, una circostanza che delinea i contorni di una tragedia maturata in un ambiente domestico e poi drammaticamente deflagrata all’aperto, sotto gli occhi sbigottiti di numerosi testimoni.
La lite per l'affitto e la fuga in strada
La lite, scoppiata per ragioni che i militari stanno ancora accertando con precisione – sebbene alcune indiscrezioni parlino di una disputa legata alla gestione dell’affitto –, sarebbe degenerata in maniera repentina e furibonda all’interno dell’abitazione, dove Mansouri ha subito le prime coltellate. Il trentenne, nonostante le ferite, è riuscito a divincolarsi e a fuggire sul lastricato, invocando aiuto mentre veniva pedinato dall’aggressore. Quest’ultimo, in un estremo e feroce accanimento, lo ha raggiunto in strada per sferrargli ulteriori colpi, quelli che si sono rivelati fatali.
La scena agghiacciante vista dai testimoni
La scena, come riportato da chi si è trovato suo malgrado a assistervi, è stata di una crudezza inconsueta per una serata che anima solitamente la zona: un uomo che cerca scampo e poi crolla esanime sull’asfalto, mentre i clienti di un pub limitrofo e gli automobilisti di passaggio osservavano, impotenti, l’agghiacciante inseguimento. Il intervento delle forze dell’ordine, allertate dalle numerose chiamate giunte al 112, è stato immediato e ha permesso di circoscrivere l’area e di avviare la caccia al presunto assassino.
Il fermo e le indagini in corso
L’indagato, del quale non si conoscono precedenti penali di rilievo in Italia, è poi stato identificato e sottoposto a fermo nella stessa serata di sabato. La procedura giudiziaria, che lo vede attualmente recluso in carcere in attesa di convalidare la misura cautelare, prosegue ora con i necessari accertamenti tecnici e con l’esame della dinamica completa, al fine di ricostruire ogni passaggio della vicenda e di definire le precise responsabilità penali.




