L'onda blu di Kickl travolge l'Austria
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Redazione Esteri
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L'Austria, con le recenti elezioni politiche, ha segnato una svolta storica, confermando la tendenza già emersa nelle elezioni europee di giugno. Il Partito della Libertà d'Austria (FPÖ), guidato da Herbert Kickl, ha ottenuto un risultato straordinario, raggiungendo il 29% dei voti, superando di circa tre punti il record storico del 1999, quando il leader era Joerg Haider. Kickl, triatleta per passione e soprannominato "Marathonmann", ha saputo imprimere una forte accelerazione al suo partito negli ultimi tre anni, portandolo a una vittoria schiacciante.
Il successo dell'FPÖ rappresenta un terremoto politico per l'Austria, un "Blaues Beben" come titolavano i telegiornali ieri sera, dal colore del partito estremista. La vittoria dell'ultradestra ha provocato una debacle per i due partiti che hanno governato l'Austria per tutto il secondo dopoguerra, i socialdemocratici e i popolari, segnando un cambiamento radicale negli equilibri politici del paese.
Il trionfo dell'FPÖ, che ha promesso di "orbanizzare" l'Austria, ha suscitato reazioni contrastanti in tutta Europa. Mentre i leader dei Patrioti esultano, in Italia si registra ancora lo shock per i cartelli antisemiti contro la Senatrice Liliana Segre. A Marzabotto, il Presidente Federale della Germania, Frank-Walter Steinmeier, insieme con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno pronunciato parole potenti, mettendo in guardia sul rischio del ritorno della xenofobia e del razzismo. Tuttavia, una parte consistente dell'Europa sembra non ascoltare questi avvertimenti.
Dopo i successi dell'estrema destra nei lander tedeschi della Turingia, Sassonia e Brandeburgo, anche le elezioni parlamentari in Austria hanno registrato un exploit dell'FPÖ.




