Il derby che vale una stagione: a San Siro in palio scudetto e record d‘incasso
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Redazione Sport
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La città si ferma, e non potrebbe essere altrimenti. L’attesa è quella delle grandi occasioni, quelle in cui il peso specifico di una partita travalica i novanta minuti regolamentari per proiettarsi dritto sul futuro di due club e, perché no, dell’intero campionato. Milan e Inter si affrontano questa sera a San Siro in un derby che, numeri alla mano, assume i contorni di un vero e proprio snodo cruciale per la Serie A. Se i nerazzurri di Cristian Chivu, forti di un vantaggio in classifica che attualmente è di dieci punti, riuscissero a imporsi, l’allungo diventerebbe di tredici lunghezze: un margine che, a dieci giornate dal termine, assumerebbe i connotati di un’ipoteca quasi definitiva sul tricolore. Dall’altro lato della barricata, il Milan di Massimiliano Allegri è chiamato a una prova d’orgoglio per riportarsi a -7 e, di fatto, riaprire un discorso che molti danno per chiuso, rimettendo in circolo quella tensione narrativa che solo un derby sa regalare.
Al di là delle implicazioni sportive, che vedono un’Inter all’appuntamento con la storia per consolidare il proprio predominio e un Milan con l’obbligo di reagire per non veder sfumare ogni speranza, c’è un dato economico che certifica la portata dell’evento. L’incasso della partita, secondo le prime stime, si appresta a infrangere ogni record precedente per una gara di campionato, superando quota 8,7 milioni di euro e lasciandosi alle spalle gli 8,65 milioni del match d’andata. San Siro, con oltre 75.500 spettatori previsti e il settore ospiti della Curva Nord interamente riservato ai tifosi nerazzurri, farà da cornice a una stracittadina che non è soltanto un confronto tra due squadre, ma un prodotto mediatico globale trasmesso in oltre duecento nazioni. È il fascino del calcio che si fa spettacolo, certo, ma è anche la dimostrazione di quanto la rivalità milanese, la più sentita e seguita d’Italia, continui a muovere passioni e capitali, consolidando peraltro il primato del Diavolo per media spettatori in campionato, che si attesta sulle 72.844 unità.
Le scelte dei tecnici e il peso dei big
Massimiliano Allegri, che ha ridato identità e solidità a questo Milan secondo il parere di molti ex come Andriy Shevchenko e Giampaolo Pazzini, si trova a dover sciogliere gli ultimi nodi di formazione. Il principale riguarda la fascia sinistra, con il giovane Davide Bartesaghi in dubbio e Pervis Estupiñán pronto a subentrare. In mediana, il ritorno di Youssouf Fofana dal primo minuto dovrebbe garantire il giusto equilibrio accanto a due personalità del calibro di Luka Modrić, il cui futuro è ancora da definire ma che in campo continua a dettare i tempi con una qualità innegabile, e Adrien Rabiot, mezzala dalla grande fisicità. In avanti, la coppia formata da Christian Pulisic e Rafael Leão sembra quella designata per dare imprevedibilità alla manovra, con Christopher Nkunku e Niclas Füllkrug pronti a subentrare nella ripresa.
Sull’altra panchina, Cristian Chivu, erede di una tradizione importante e capace di rivitalizzare un ambiente reduce da delusioni cocenti come quella dell’eliminazione in Champions League, deve gestire l’emergenza legata a Marcus Thuram, alle prese con un attacco di febbre che ne mette in dubbio la disponibilità dal primo minuto. Al suo posto, scalda i motori Pio Esposito, giovane attaccante su cui molti, come l’ex Sneijder, ripongono grandi aspettative. Il centrocampo, vero motore della macchina nerazzurra, vedrà probabilmente il ritorno di Calhanoglu, o in alternativa Mkhitaryan, affiancato da Barella e Zielinski, quest’ultimo definito da Sneijder come l’uomo chiave della stagione interista per la sua capacità di far girare il pallone. La difesa a tre, composta da Bisseck, Akanji e Bastoni, dovrà fare i conti con un ambiente non sempre benevolo nei confronti di quest’ultimo, come Chivu stesso ha dovuto commentare, sottolineando la maturità del ragazzo.
Numeri, precedenti e il peso della tradizione
La storia del derby di Milano, giunto alla sua 246esima edizione in gare ufficiali, racconta di un equilibrio sottile e di un’alternanza di cicli vincenti. I numeri dicono che l’Inter è avanti per vittorie complessive (91 a 83), ma il Milan può vantare un palmarès più ricco per numero di trofei vinti, un dato che spesso riempie gli occhi dei tifosi e alimenta il confronto. La partita di questa sera, però, parte da un presupposto tattico che gli ex calciatori intervistati dai maggiori quotidiani descrivono come cauto e ragionato. Pazzini, per esempio, ipotizza una gara attenta, che potrebbe decidersi nella seconda frazione quando la stanchezza e la necessità di portare a casa il risultato faranno venir meno i timori reciproci.
Quel che è certo è che entrambe le squadre arrivano all’appuntamento con due delle migliori difese del torneo e con attacchi che, tranne che nel match d’andata vinto dal Milan per 1-0, raramente sono rimasti a secco. L’Inter vanta il miglior attacco del campionato, una macchina da gol che viaggia a ritmi impressionanti, ma i rossoneri hanno dimostrato di poter colpire in ripartenza, sfruttando la velocità dei propri esterni e la capacità di inserimento dei centrocampisti. La gestione degli spazi e dei momenti della partita sarà fondamentale, così come lo sarà l’approccio psicologico: una squadra furba, come l’ha definita Sneijder riferendosi al Milan di Allegri, capace di aspettare e punire, contro una compagine, l’Inter, che invece basa il proprio gioco sul palleggio e sul predominio territoriale.
In uno stadio gremito e con un incasso da capogiro, il calcio d’inizio delle 20:45 darà il via a una battaglia che va oltre i tre punti. Per l’Inter, è la chance di affondare il colpo e mettere una seria ipoteca sullo scudetto, per il Milan è l’occasione per rimettere in discussione le gerarchie e riaccendere una fiammella in un campionato che sembrava aver già emesso i suoi verdetti. La città, come sempre, si divide e si prepara a vivere una notte di passione.




