Regno Unito, dal 2028 tassa al chilometro per le auto elettriche: come funzionerà la eVED

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un pieno di benzina o di diesel, da sempre, rappresenta molto più di un semplice rifornimento: è un appuntamento fiscale periodico, una voce che alimenta le casse dello Stato attraverso le accise sui carburanti. Con l'avvento della mobilità elettrica, tuttavia, questo consolidato meccanismo di prelievo va progressivamente in crisi, e il Regno Unito ha scelto la via più diretta per arginare il problema, annunciando l'introduzione di una tassa chilometrica dedicata ai veicoli a batteria.

La nuova imposta, che porterà il nome di Electric Vehicle Excise Duty (eVED), entrerà ufficialmente in vigore dal primo aprile 2028, segnando una svolta epocale nel rapporto tra fisco e mobilità sostenibile.

La fine dell'esenzione fiscale per le auto elettriche

Da anni, chi possiede un'auto elettrica gode di un vantaggio fiscale significativo, non solo per quanto riguarda il bollo automobilistico ma anche per l'assenza di un prelievo diretto legato al consumo di energia per muovere il veicolo. Il Governo di Sua Maestà, sulla scorta delle proiezioni fornite dall'Office for Budget Responsibility (OBR), ha però calcolato che questa disparità di trattamento, se non corretta, produrrà un buco nelle entrate pubbliche destinato ad allargarsi in maniera esponenziale.

La crescente diffusione dei modelli elettrici, che a luglio hanno già raggiunto il 27,4% delle nuove immatricolazioni nel paese, eroderà progressivamente il gettito delle accise sui carburanti, risorse tradizionalmente destinate anche alla manutenzione della rete stradale. È da questo paradosso della transizione energetica, quindi, che nasce l'esigenza di un nuovo prelievo, studiato per riequilibrare il peso fiscale tra chi continua a utilizzare motori termici e chi, invece, si è già convertito alla mobilità a emissioni zero.

I dettagli della tassa chilometrica eVED

La nuova Electric Vehicle Excise Duty si configurerà come un prelievo aggiuntivo, il cui ammontare sarà direttamente collegato alla percorrenza annuale del veicolo, andando a colmare quel vuoto di gettito che il semplice passaggio all'elettrico ha creato. A differenza di quanto avviene per le auto tradizionali, dove la tassa è implicita nel prezzo del carburante al distributore, per le auto elettriche e gli ibridi plug-in il fisco andrà a colpire l'utilizzo effettivo del mezzo, misurato in miglia o chilometri percorsi.

Sebbene i dettagli operativi sulla tariffa specifica per ogni chilometro non siano ancora stati definiti nella loro interezza, la ratio della misura è chiara e segue il principio di chi inquina (o, in questo caso, chi utilizza la strada) paga, adattandolo a una nuova era tecnologica.

L'idea di fondo, come sottolineato dal Governo britannico, è quella di evitare che si crei una sperequazione insostenibile, dove chi guida un'auto a benzina o diesel contribuisce alla manutenzione della rete stradale attraverso le tasse sui carburanti, mentre chi guida un veicolo elettrico non paga una quota equivalente legata all'utilizzo effettivo del mezzo.

Un cambio di rotta inaspettato nel mezzo della transizione

La decisione di introdurre la tassa chilometrica arriva in un momento particolarmente delicato per la politica ambientale britannica, che proprio in queste settimane sta mostrando segni di cedimento sugli obiettivi ambiziosi fissati per il futuro. Il governo, infatti, ha avviato una consultazione che mette seriamente in discussione il percorso che dovrebbe portare all'80% di auto a emissioni zero nelle nuove vendite entro il 2030, un traguardo che appariva fino a poco tempo fa come un caposaldo della strategia climatica del Regno Unito.

Questa frenata, che appare ancora più paradossale se si considera la crescita costante delle vendite di BEV, arriva mentre il paese si trova a fare i conti con il caro benzina e con gli effetti sempre più tangibili del clima estremo, come ondate di calore, siccità e incendi.

L'annuncio della eVED, in questo contesto, rappresenta un ulteriore e significativo cambio di passo, che segna il passaggio da una fase di incentivi e agevolazioni per l'elettrico a una di normalizzazione fiscale, dove il vantaggio economico del "pieno" di elettricità rispetto a quello di gasolio o benzina potrebbe ridursi sensibilmente.

L'impatto sulle tasche degli automobilisti britannici

L'introduzione di questa tassa, inevitabilmente, avrà un impatto concreto sulle decisioni di acquisto degli automobilisti britannici, che dovranno riconsiderare il costo totale di possesso di un'auto elettrica. Se da un lato i minori costi di manutenzione e il prezzo più contenuto dell'energia rispetto ai carburanti tradizionali rimangono un fattore attrattivo, dall'altro l'arrivo di un prelievo commisurato ai chilometri percorsi introduce una variabile di costo che non era stata preventivata fino a oggi.

Per anni, il mercato delle auto elettriche è cresciuto anche grazie a un trattamento fiscale di favore, che ne ha incentivato l'acquisto e l'utilizzo, ma con la eVED il Governo britannico intende porre rimedio a quella che viene percepita come una distorsione, allineando il regime fiscale dei veicoli a batteria a quello dei modelli tradizionali, seppur con modalità diverse.

L'operazione, insomma, mira a riportare equilibrio nelle casse dello Stato, consapevole che la transizione energetica, per essere sostenibile, non può prescindere da un gettito fiscale adeguato a mantenere le infrastrutture stradali e a garantire i servizi pubblici.

Dal primo aprile 2028, quindi, il Regno Unito imporrà una tassa a chilometraggio sui veicoli elettrici, con l'obiettivo dichiarato di compensare il mancato introito delle accise sui carburanti, un introito che è destinato a ridursi in modo drastico con l'avanzare della mobilità elettrica. L'ente per la responsabilità di bilancio (OBR) ha quantificato l'entità del buco che si verrebbe a creare, spingendo l'esecutivo a intervenire con una misura che, sebbene attesa da tempo dagli addetti ai lavori, rappresenta comunque uno scossone per un settore automobilistico in piena trasformazione.

La strada verso un futuro a zero emissioni, a quanto pare, sarà costellata non solo di innovazioni tecnologiche e sfide ambientali, ma anche di importanti e inevitabili ripensamenti fiscali, che trasformeranno radicalmente il rapporto degli automobilisti con le proprie auto.

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